Sabato 5 aprile presso la chiesa dei SS. Pietro e Paolo di Sezze, a partire della ore 18, si terrà un interessante convegno sul culto della Mater Dolorosa nelle arti promosso dal FAI, delegazione di Latina gruppo di Sezze. Si tratta di un evento pensato per l’avvicinarsi della Settimana Santa che, oltre ad essere un momento di preghiera e di valorizzazione della storia culturale e spirituale di Sezze, sarà l’occasione per avvicinarsi al culto di Maria nelle diverse espressioni artistiche, a partire dal cinema, fino all’iconografia sagra, un patrimonio immateriale, dunque, da preservare, raccontare e trasmettere.
Interverranno il prof. Giancarlo Onorati sul tema della devozione all’Addolorata di Maria Giacinta Pacifici, lo studente universitario e membro del Fai Francesco Vita sull’iconografia sacra e sul culto dell’Addolorata, il prof. Luigi Zaccheo sul tema dello Stabat Mater e il prof. Giancarlo Loffarelli sulla figura di Maria nel cinema. Nel corso del dibattito ci saranno momenti musicali a cura del Coro Incantu e del Gruppo Stabat Mater.
“La "Betta Matre" - si legge nella nota del FAI - affonda le radici in secoli di tradizione religiosa e culturale, un inno di dolore, dedicato alla sofferenza della Vergine Maria durante la crocifissione di Gesù. Il FAI (Fondo Ambiente Italiano) si è sempre impegnato nella tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, non solo materiale ma anche immateriale. In questo contesto, la "Betta Matre" rappresenta una risorsa inestimabile per la promozione e la conservazione delle tradizioni. La sua inclusione in un programma di valorizzazione immateriale offre l'opportunità di riscoprire un tesoro di inestimabile valore, che va ben oltre la musica stessa, coinvolgendo la memoria storica, la spiritualità e l'emozione collettiva. La valorizzazione della "Betta Matre" come patrimonio immateriale ha l'obiettivo di far conoscere e apprezzare quest'opera non solo attraverso esecuzioni musicali, ma anche con iniziative educative, eventi culturali e progetti di divulgazione che coinvolgano le comunità locali e i visitatori. Ogni esecuzione della "Stabat Mater" è un'opportunità di incontro, di riflessione e di condivisione, in cui la musica diventa un ponte tra il passato e il presente, tra la tradizione e l'innovazione”.
Grazie al FAI, quindi, ancora una volta volano di valorizzazione e sviluppo del nostro patrimonio storico e, in questo caso, di una testimonianza vivente della nostra storia culturale e spirituale del nostro paese.