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Alessandro Mattei

Alessandro Mattei

 

 

Il Comitato “Amici di Francesco Sagnelli” ci sta facendo abituare a ciò che un tempo veniva chiamato senso civico e spirito di appartenenza di una comunità. Ma è pur vero che alle cose belle e giuste non ci si abitua mai e noi non dobbiamo e non vogliamo abituarci affatto. Dopo l’abbellimento per il Natale e per Halloween della rotatoria di Sant'Isidoro, e altre belle e riuscite iniziative, ultima in odine di tempo la sfilata del Carnevale, il gruppo di Sezze Scalo ha pensato bene di dare un altro tocco d'arte al quartiere con la realizzazione della colomba pasquale, realizzata interamente dall’artista dello scalo Franco Savelli. L’opera, composta di cartapesta e struttura di ferro, include nel suo interno un meccanismo elettronico che permette alla scultura di muovere le ali, rendendola così ancora più straordinaria e suggestiva. Per le festività Pasquali e per l’Aprile Setino ricco di eventi ( tra cui la Sagra del Carciofo e la Passione di Cristo), i turisti che visiteranno la nostra città, passando per Sezze Scalo avranno quindi un particolare "benvenuto", con una rotonda curata e una scultura pronta a sorprenderli. Magari diranno che "Sezze è bella"... Se la bellezza e la generosità sono contagiose, aspettiamo che anche altri quartieri facciano la propria parte, tutti insieme per la nostra città. Veramente complimenti a tutti.

 

 

 

 

Sabato 5 aprile presso la chiesa dei SS. Pietro e Paolo di Sezze, a partire della ore 18, si terrà un interessante convegno sul culto della Mater Dolorosa nelle arti promosso dal FAI, delegazione di Latina gruppo di Sezze. Si tratta di un evento pensato per l’avvicinarsi della Settimana Santa che, oltre ad essere un momento di preghiera e di valorizzazione della storia culturale e spirituale di Sezze, sarà l’occasione per avvicinarsi al culto di Maria nelle diverse espressioni artistiche, a partire dal cinema, fino all’iconografia sagra, un patrimonio immateriale, dunque, da preservare, raccontare e trasmettere.

Interverranno il prof. Giancarlo Onorati sul tema della devozione all’Addolorata di Maria Giacinta Pacifici, lo studente universitario e membro del Fai Francesco Vita sull’iconografia sacra e sul culto dell’Addolorata, il prof. Luigi Zaccheo sul tema dello Stabat Mater e il prof. Giancarlo Loffarelli sulla figura di Maria nel cinema. Nel corso del dibattito ci saranno momenti musicali a cura del Coro Incantu e del Gruppo Stabat Mater.

“La "Betta  Matre"  - si legge nella nota del FAI - affonda le radici in secoli di tradizione religiosa e culturale, un inno di dolore, dedicato alla sofferenza della Vergine Maria durante la crocifissione di Gesù. Il FAI (Fondo Ambiente Italiano) si è sempre impegnato nella tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, non solo materiale ma anche immateriale. In questo contesto, la "Betta Matre" rappresenta una risorsa inestimabile per la promozione e la conservazione delle tradizioni. La sua inclusione in un programma di valorizzazione immateriale offre l'opportunità di riscoprire un tesoro di inestimabile valore, che va ben oltre la musica stessa, coinvolgendo la memoria storica, la spiritualità e l'emozione collettiva. La valorizzazione della "Betta Matre" come patrimonio immateriale ha l'obiettivo di far conoscere e apprezzare quest'opera non solo attraverso esecuzioni musicali, ma anche con iniziative educative, eventi culturali e progetti di divulgazione che coinvolgano le comunità locali e i visitatori. Ogni esecuzione della "Stabat Mater" è un'opportunità di incontro, di riflessione e di condivisione, in cui la musica diventa un ponte tra il passato e il presente, tra la tradizione e l'innovazione”.

Grazie al FAI,  quindi, ancora una volta volano di valorizzazione e sviluppo del nostro patrimonio storico e, in questo caso, di una  testimonianza vivente della nostra storia culturale e spirituale del nostro paese.

 

 

Il Ministero dell’Interno ha stabilito le scadenze per il rinnovo delle Amministrazioni comunali che sono andate al voto negli anni 2020 e 2021. Per molte realtà locali, infatti, a causa dell’emergenza da COVID-19 del 2020 e 2021, i termini elettorali ordinari erano stati differiti. Il comune di Sezze rientra in quelle realtà locali dove il rinnovo slitterà tra il 15 aprile ed il 15 giugno dell’anno successivo al compimento del quinquennio, e cioè al 2027. Sezze, dunque, come altri Enti locali, andrà al voto non ad ottobre, scadenza di mandato, bensì ad aprile dell’anno successivo.

L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Lidano Lucidi avrà dunque sei mesi in più per lavorare e/o portare a termine quello già avviato, in virtù proprio della proroga ministeriale. Sei mesi in più per definire anche nuove alleanze per il Lucidi Bis; sei mesi in più per capire dove approderà in termini politici questa Giunta comunale, considerando che il progetto civico rimane solo sulla carta ma nei fatti diversi consiglieri comunali di maggioranza hanno dichiaratamente  trovato la propria collocazione in partiti e segreterie politiche (Forza Italia, Lega e Italia Viva). 

Panta rei (tutto scorre), insomma, tutto si muove negli anni a seconda dei periodi storici, tranne che per le opposizioni setine e per quei partiti che dovrebbero rappresentare l’alternativa alla compagine di Lucidi. Il maggiore partito di opposizione, il Pd, ancora brancola nel buio continuando a lacerarsi tra correnti e direttivi pilotati dall'alto, dando addirittura l’assist al primo cittadino Lucidi di definirlo un partito "con più facce di un dodecaedro".

Per quanto riguarda Fratelli d’Italia la battaglia politica contro l’amministrazione Lucidi è stata molto determinata, forse più di quanto lo vorrebbero i vertici provinciali e regionali dello stesso partito. Per tutti gli altri il vuoto a perdere o il vuoto a rendere a seconda dei casi: molti sono stati evidentemente solo cartelli elettorali.

In tempi non sospetti a Sezze le opposizioni avrebbero avuto già un leader pronto a candidarsi in alternativa all’attuale sindaco, un candidato individuato e al lavoro per costruire una coalizione di governo e lavorare soprattutto sui programmi, a meno che - per qualcuno dell'opposizione - non sia già lo stesso Lidano Lucidi il candidato perfetto. Si spera allora che i sei mesi di proroga siano sfruttati al meglio anche da chi intende veramente proporre una alternativa amministrativa, anche se in evidente ritardo. Lidano Lucidi per il momento può dormire sonni tranquilli.

 

I lavori di riqualificazione del piazzale antistante la stazione ferroviaria di Sezze Scalo sono terminati da diversi mesi. Mancano, però, alcuni dettagli molto importanti affinché le transenne possano essere finalmente e definitivamente rimosse ed il piazzale essere restituito ai cittadini e ai pendolari.

Da via Diaz ci dicono che “il Comune di Sezze sta ultimando i contratti di nuova fornitura (acqua ed elettricità) senza i quali non potrebbero essere alimentati il nuovo impianto di illuminazione notturna e il nuovo impianto di irrigazione del verde”. Insomma, dagli uffici comunali assicurano che "mancano ancora pochi giorni" per rendere fruibile l’area alla comunità e ai pendolari che in questo lungo periodo hanno dovuto fare la gimcana tra percorsi di transenne, materiale edile e immondizia. Mesi di tanti disagi e inconvenienti che, a quanto pare, starebbero per giungere al termine. Speriamo!

L'intervento di rifacimento è stato progettato e realizzato da Rete Ferroviaria Italiana, capofila del Polo Infrastrutture del Gruppo FS, anche grazie ai diversi solleciti, a partire dal 2019, dell’allora Presidente del Consiglio comunale Enzo Eramo e del consigliere comunale Serafino Di Palma a causa dello stato vergognoso in cui era stata ridotta la stazione ferroviaria di Sezze Scalo e sopratuttto per la presenza di barriere architttoniche e per la carenza dei servizi igienici. La Giunta Di Raimo, invece, presentò anche un progetto di riqualificazione della piazza che poi però venne cambiato in corso d’opera da RFI.

Il restyling rientra negli interventi nati nell’ambito di un piano nazionale che punta a riqualificare circa 620 stazioni su tutto il territorio nazionale e a far diventare “le stazioni veri e propri poli di servizi integrati nell’ecosistema urbano e nodi intermodali sempre più accessibili per favorire lo scambio di connessione tra i diversi modi di trasporto”. I lavori di RFI per Sezze sono distinti in tre fasi: quella del piazzale antistante la stazione dei treni; quella degli interni della stazione e quella degli spazi di accesso ai treni di competenza di RFI. Per questi ulti i lavori sono tuttora in corso.

Il piazzale diventerà un polo di servizi e nuovo luogo di aggregazione come auspicato? Sarà più funzionale rispetto a prima? Avrà una vivibilità? Solo il tempo potrà darci delle risposte.

 

 

 

Dal 2018 l’UNPLI – Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia -  ha attivato una certificazione per attribuire un marchio di qualità “che identifica in maniera univoca le sagre tradizionali e di qualità, ovvero le manifestazioni che vantano un passato di legame con il territorio e che abbiano come obiettivo la promozione e creazione di sinergie con le attività economiche locali.”  Nel lungo elenco delle Sagre che verranno premiate il prossimo 10 marzo presso il Senato della Repubblica per gli eventi del 2024, purtroppo, la Sagra del Carciofo di Sezze non compare, mentre ci sono quelle di Ladispoli e di Masainas. Nel regolamento per l’attribuzione del marchio di qualità sono stati fissati criteri molto importanti che considerano requisiti di tipo storico-culturale, organizzativi, igienico sanitari ed anche di ridotto impatto ambientale. Vogliamo pensare che Sezze non compaia nel virtuoso elenco degli eletti solo perché non abbia presentato ancora la propria candidatura a questa iniziativa. Esiste la nuova Pro-loco e si spera (o si consiglia) che quest’anno o nei prossimi possa almeno candidare la Sagra del Carciofo di Sezze giunta alla 54° edizione. Credo che con le dovute accortezze e con un'organizzazione ben definita la Sagra del Carciofo di Sezze possa rientrare a pieno titolo tra le città premiate e la Sagra essere un evento tra i più meritevoli per tradizione e storia. Va sottolineato che per tale iniziativa l’UNPLI ha ottenuto il riconoscimento da parte della Commissione nazionale per l’UNESCO quale Associazione che persegue con forte impegno la promozione, la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale. Nel frattempo, ci prepariamo tutti ad organizzare il nostro evento che si terrà il 12 e il 13 aprile. Ogni associazione culturale e di volontariato ed ogni cittadino può e deve dare il proprio contributo.

 

 

Dopo giorni di considerazioni e qualche polemica sulla decisione presa dell’amministrazione comunale di ubicare gli uffici del Centro per l’Impiego presso il Monastero della Clarisse di Sezze, il sindaco di Sezze Lidano Lucidi si lascia ad un commento utilizzando i canali social. Nella sua "storia" rivendica la decisione presa dalla sua maggioranza e lascia trapelare, anche se non cita mai l'associazione, una replica al Fai che nei giorni scorsi aveva “bocciato” la scelta di Lucidi di destinare parte dei locali delle Clarisse ad uffici pubblici tra cui quelli del CPI.

Lucidi scrive: “Smonteremo tutte le inesattezze e dimostreremo le attività fatte nel Monastero, struttura piena di escrementi di piccioni fino a poco fa (evidentemente per qualcuno è meglio avere una struttura chiusa usata come bagno pubblico dai piccioni e parlare di mega investimenti che mai si sono realizzati, solo tante idee bellissime rimaste sulla carta mentre il Monastero deperiva giorno dopo giorno). Rivendichiamo con forza il lavoro che facciamo per prendere finanziamenti per fare opere invece che fare nulla e parlare del sesso degli angeli. Soprattutto metteremo in evidenza sia le incongruenze di alcune non proposte o di alcuni no interessati e la visione volutamente parziale di un’associazione che pensa che il Monastero sia di sua proprietà e che ha sempre disatteso le promesse fatte al sottoscritto come alcune fantomatiche donazioni che mai sono state fatte. A questa amministrazione tenere spazi come cessi pubblici per i piccioni non piace.”

LA NOTA DEL FAI (FONDO AMBIENTE ITALIANO)

Il Fai di Latina nella nota aveva scritto : "La scelta di stabilire il centro per l’impiego in una dimora storica costituisce un errore culturale e funzionale, un atto privo di sensibilità verso il patrimonio storico del paese. Non si comprende la “necessità” di spostare nel centro storico un servizio a carattere territoriale come il centro per l’impiego, con la difficoltà di raggiungerlo con mezzi pubblici e con l’endemica carenza di parcheggi.  L’ex Monastero si trova in una strada del centro storico stretta e priva di parcheggio pubblico. Il Monastero è la testimonianza palpabile della storia e della memoria di un luogo e il processo di conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale. Il suo valore non è solamente una questione estetica ma racconta le radici, identifica la comunità e narra i cambiamenti che nel tempo hanno definito la nostra società".  

 

Sabato, 15 Febbraio 2025 08:39

Tutto pronto per Sezze Scalo in maschera!

 

Fare comunità! Saper collaborare! Saper dare senso ad un evento! Unire le forze e le idee. E’ tutto questo ed altro che ha spinto la frazione di Sezze Scalo ad organizzare l’iniziativa “Sezze Scalo in maschera” in programma per Domenica 2 marzo. In questi mesi un gruppo di associazioni e artigiani di Sezze Scalo ha lavorato sodo per promuovere un evento che ricorda quelli che venivano organizzati negli anni '80 e ’90 a Sezze e Sezze Scalo in collaborazione con la Ludoteca Orso Rosso ed il Comune di Sezze, quando tutta la città festeggiava insieme il Carnevale Setino, quando ad animare le sfilate vi era soprattutto il senso di appartenenza ad una comunità, la passione, il voler divertirsi gratuitamente, appassionatamente senza divisioni, tutti insieme per il bene di una comunità. In questi mesi tanta organizzazione, tanto impegno e tanti sacrifici per dare vita ad una festa che potrebbe essere considerata un nuovo punto di partenza per rilanciare il ruolo e la cooperazione tra associazioni culturali locali e cittadini.

L’evento che si terrà a Sezze scalo è stato organizzato dall’associazione Culturale Arcadia, dal  Comitato Gli Amici di Francesco Sagnelli, dal Gruppo di Azione Cattolica della Parrocchia San Carlo da Sezze, dal Trenino dei Piccoli, dagli artigiani della carta, da ASD Iris Majorettes e ASD Butterfly Majorettes.

 

Un carro allegorico degli anni Novanta. 

 

 

E’ notizia di pochi giorni fa dell’approvazione da parte della Regione Lazio di un finanziamento di 2 milioni di euro per il completamento del Teatro Sacro di Sezze, meglio conosciuto come Anfiteatro. Il progetto è stato inserito tra le opere finanziate dal Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027. La notizia ha fatto discutere e acceso riflessioni sul futuro di una struttura tanto cara alla città e rimasta sepolta tra le erbacce per troppi anni. Tra le riflessioni, quella del prof. Alberto Filigenzi punta a non escludere ancora una volta il confronto con la comunità, con i cittadini come già avvenuto in passato e recentemente. Il professore in pensione invita dunque gli amministratori locali a non trincerarsi dentro le segrete stanze ma ad aprirsi ad un confronto con le associazioni e con la comunità per capire quale ruolo dovrà avere questa struttura in futuro. E' già accaduto che la mancata partecipazione della città abbia generato polemiche e malcontenti, fino ad arrivare a spaccature profonde e divisioni che una maggiore sensibilità avrebbe sicuramente evitato.  “A tempi tecnici lunghi di ultimazione (si parla del 2031) non possono corrispondere altrettanti di partecipazione . Quel che è fondamentale  - afferma Filigenzi -non è ormai quando sarà finito (sono passati ben 22 anni dal 2003) ma cosa si intende fare: un doppione un po’  più grande del Mario Costa? Oppure un' area scoperta per spettacoli all'aperto con le necessarie strutture di servizio, ripristinando, per quanto possibile, le storiche scalinate di Piacentini? Il 2031 è lontano ma il momento delle decisioni (progetto esecutivo) è vicino. Non stiamo a guardare – sottolinea Filigenzi - occorre un' Agorà cui partecipino associazioni,  gruppi spontanei di interesse per riscattare 23 anni di abbandono. Anche il nobile passato dell'Associazione della Passione lo chiede”. 

 

 

Una nuova e significativa esperienza per gli alunni dell’asilo nido “Lo Scarabocchio” di Sezze. Ieri i piccoli alunni della classe d'infanzia hanno preso parte alla bella iniziativa organizzata dalla cooperativa sociale setina sotto la guida delle maestre Cristina Iudicone e Noemi Marchetti. Gli alunni infatti sono stati accolti come ospiti speciali dalla caserma dei Carabinieri di Sezze per addobbare l'albero di Natale e vivere una esperienza formativa con i militari dell’Arma.

L’evento denominato “Decoriamo il Natale” è stato il risultato di un lavoro iniziato in classe e concluso in caserma dove gli alunni hanno decorato l’albero con tante palline di Natale realizzate con le loro manine operose attraverso la tecnica dell'incollo e del decoro d'ispirazione Montessori.

 “Ogni pallina è diversa ed unica perché' ogni alunno dal vassoio preparato con cura dalle maestre ha scelto autonomamente la forma natalizia preferita - ci ha spiegato l’educatrice Cristina Iudicone - e su ogni pallina è stata scritta la frase scelta dal bambino per descrivere il significato del Natale. Poi con l'aiuto dei carabinieri le palline sono state appese al grande albero all'ingresso in un clima festoso e allegro. Abbiamo poi consumato insieme una piacevole merenda natalizia. Lavorare sulla manualità, sulla libera scelta del bambino, sull'autonomia e sulla relazione con importanti realtà presenti sul territorio facendo sperimentare ai nostri bimbi il mondo esterno in tutte le sue caratteristiche sono alcuni dei principi cardini della nostra scuola”.

Come spiegano gli psicologi la rappresentazione simbolica del Natale per i bambini è un passaggio fondamentale di crescita in quanto ogni bambino ha il diritto di credere in un mondo magico che rappresenti proprio molti aspetti legati ai ricordi dell’infanzia, in un ambiente familiare unico e di desiderio.

E allora grazie a “Lo Scarabocchio” di Sezze anche per esperienza e grazie ai militari dell’Arma di Sezze guidati dal comandante di Stazione Gaetano Borrelli per aver fatto vivere questo momento ai piccoli alunni.

 

 

Alcune foto dell'evento di ieri.

 

 

In questi giorni la comunità sta assistendo ad una nuova guerra tra partiti e fazioni opposte, tra cittadini e amministratori. Al centro del dibattito, questa volta, il centro sociale dello Scalo e il Centro per l’Impiego. In atto un aspro conflitto a colpi di comunicati stampa e insulti vari sui social, divenuti ormai piazze virtuali di sfogo e vomitorium generale. Una rivalità tra due comunità, quella di Sezze e Sezze Scalo, per qualcuno Sezze Alto e Sezze Basso, che si vuole o si sta cercando di acuire ed esacerbare ad arte, facendo sconfinare così le rivalità oltre i confini della politica. Sembra di assistere alla lotta intestina tra le casate dei Guelfi e Ghibellini della Firenze del XIV secolo, quando i bollori e le tensioni politiche sfociarono in divergenze di fedeltà, di identità e quindi di influenze dirette sulla comunità, sulle arti e sulla cultura.

Niente di più deleterio e dannoso per tutti e per Sezze che resta unica e inseparabile. Niente di più sbagliato per una comunità già seriamente in difficoltà per i tanti problemi che ci sono. Niente di più ingiusto per chi è costretto a subire tutto ciò.

L’invito che mi permetto di fare è quello di trovare un terreno di confronto, di sforzarsi per il bene di tutti; è quello di fare un passo indietro per farne poi due in avanti, ma nella stessa direzione. Restare fermi sulle barricate non giova a nessuno, brandire il bastone dell'orgoglio non serve e non è servito come la storia di questa città ci ha già insegnato. La politica deve ascoltare i cittadini, deve evitare categoricamente di mettersi su un piedistallo, non deve rincorrerli, mentre i cittadini devono fare la loro parte collaborando e diventando strumenti attivi di partecipazione. L'ascolto reciproco è sempre stato un atto di generosità che non possiamo non permetterci. Coltivare il confronto è oggi un atto necessario, imprescindibile e doveroso. Spero che queste poche parole non restino vane.

 

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