Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del Partito Democratico di Sezze.
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Con Delibera del Consiglio Comunale n. 8 del 04.03.20022, l’attuale maggioranza dell’ amministrazione del Comune di Sezze ha aggiornato il Regolamento dei Servizi Mortuari e di Gestione del Cimitero anche con riguardo al differimento dei termini di presentazione delle istanze sino alla data del 31.12.2023. Occorre innanzitutto rilevare come la suddetta scadenza, ormai abbondantemente superata, non è mai stata oggetto di proroga, cosa questa che sarebbe opportuna e necessaria. Fatta questa doverosa premessa, come Partito Democratico di Sezze ci sentiamo in dovere di evidenziare che la soluzione adottata dall’Amministrazione Comunale per la sanatoria delle situazioni di irregolarità, sta comportando gravi disagi, umani ed economici, per i familiari del defunto perché, come previsto dall’art. 58 ter, comma 10, del suddetto regolamento “Il mancato riconoscimento della titolarità del diritto d’uso del monumento funerario, preclude la possibilità di tumulare nello stesso nuove salme, resti mortali, cassettine ossario o urne cinerarie”. Pertanto, la mancata autorizzazione alla tumulazione, va a ledere il diritto alla sepoltura, determinando una sistemazione provvisoria del deceduto nella camera mortuaria, o nei posti messi gratuitamente a disposizione da parenti e/o amici, oppure nei loculi “Zona 4 Damiano Lombardini” (questi ultimi, tra l’altro, richiedono una manutenzione oltremodo urgente), con conseguente ulteriore disagio e aggravio di spesa per il successivo spostamento della salma. E’ disumano far rivivere ai familiari il dramma di una nuova sepoltura. Ove non bastasse, la sanatoria come applicata dall’Amministrazione Comunale, prevede degli oneri amministrativi a carico dei cittadini ai quali si debbono aggiungere i compensi dovuti ai professionisti abilitati per la predisposizione del progetto richiesto.
E’ bene sottolineare che, in molte situazioni, i cittadini sono in possesso della sola concessione demaniale (la sola ad essere stata richiesta dagli uffici comunali per la tumulazione negli anni pregressi sino alla delibera in premessa riportata) e non della concessione edilizia. Il mancato rilascio della stessa, non è in alcun modo attribuibile ai cittadini che hanno sempre seguito le direttive che gli venivano date per l’istruttoria della pratica, semmai agli uffici comunali preposti. Tra l’altro, le istanze presentate dai cittadini non sono tempestivamente evase dall’ufficio a ciò demandato. Pertanto, alla luce di quanto sopra evidenziato, come Partito Democratico di Sezze, chiediamo all’attuale Amministrazione:
1) Ridefinire i termini per la presentazione delle istanze di regolarizzazione. 2) Modificare il comma 10 dell’art. 58 ter, prevedendo la possibilità di tumulare e successivamente presentare l’eventuale istanza di sanatoria entro e non oltre il termine di 30 giorni, con applicazione di sanzioni nei casi di assoluta mancanza di documentazione. 3) Intervenire con una manutenzione urgente nella “Zona 4 Damiano Lombardini” non idonea per una degna sepoltura sebbene provvisoria. 4) Mettere a disposizione dei cittadini un gruppo di tecnici, retribuiti con appositi capitoli comunali, per elaborare le istanze di regolarizzazione. 5) Ad applicare le sanzioni amministrative solo nei casi di assoluta irregolarità dovuta alla totale mancanza di documentazione e alla accertata condotta illecita dei cittadini. 6) Sollecitare l’Ufficio Tecnico del Comune al rilascio delle autorizzazioni alla tumulazione in brevissimo tempo per assicurare una rapida sepoltura. Non possiamo che auspicarci una vera soluzione del problema che garantisca una drastica riduzione dei disagi per i nostri concittadini che debbono provvedere alla sepoltura dei propri cari.
Nel corso della mattinata di ieri, i Carabinieri di Sezze (LT) hanno arrestato un uomo di 67 anni del luogo, già noto alle forze di polizia, in esecuzione ad un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Latina – Ufficio Esecuzioni Penali, per l’espiazione della pena della reclusione per anni 1, mesi 7 e giorni 19, in regime di detenzione domiciliare, per i reati di detenzione illegale di armi e munizioni, detenzione di arma clandestina e ricettazione, commessi nell’anno 2014 nel Comune di Sezze. L’arrestato, espletate le formalità di rito, è stato condotto presso la sua abitazione a disposizione dell’Autorità Giudiziaria mandante.
Sabato 8 febbraio 2025 alle ore 21 e domenica 9 febbraio 2025 alle ore 18, presso il Teatro San Michele Arcangelo di Sezze, andrà in scena 55 GIORNI di Giancarlo Loffarelli, prodotto dall’associazione culturale “Le colonne”, uno spettacolo teatrale sulla tragedia che cambiò in modo irrevocabile la storia d’Italia, il rapimento di Aldo Moro, la strage della scorta e la sua uccisione.
L’associazione culturale “Le colonne” ha dedicato ad Aldo Moro e al cosiddetto “caso Moro” diversi lavori.
Il 6 febbraio 2007 debuttò, in prima nazionale, Se ci fosse luce. I misteri del caso Moro, uno spettacolo che, per più di dieci anni, è stato replicato in diverse città d'Italia, concludendo la sua lunga tournée all’Università di Bari, dove Moro studiò, insegnò e che oggi porta il suo nome.
Nel 2008, con lo stesso titolo, realizzò un documentario con il contributo di studiosi del “caso Moro” (Sergio Flamigni, Ilaria Moroni), familiari delle vittime (la figlia di Aldo Moro, Agnese e la vedova dell’appuntato dei Carabinieri Domenico Ricci, uno degli uomini della scorta, Maria Rocchetti), magistrati che hanno indagato sulla vicenda (Rosario Priore), collaboratori di Aldo Moro (Corrado Guerzoni), protagonisti degli anni di piombo (Alberto Franceschini).
Nel 2023, Giancarlo Loffarelli, direttore artistico dell’associazione, pubblica il volume La spiritualità di Aldo Moro nelle lettere dalla prigionia, Pazzini editore.
Ora debutta 55 GIORNI, uno spettacolo teatrale, aggiornato nei tanti contenuti che nel 2007 erano ignoti, che racconta il periodo fra il 16 marzo e il 9 maggio del 1978 nella forma di quello che viene definito “teatro di narrazione”.
La scenografia, costituita di cubi che gli attori spostano a vista, descrive le sensazioni e i luoghi della vicenda: la casa di Moro in via del Forte Trionfale 79, l'incrocio fra via Fani e via Stresa dove avvenne la strage, il covo brigatista in cui Moro viene portato, piazza Barberini dove la direzione della colonna romana delle Brigate Rosse si incontrò per decidere sulla sorte di Moro, la Renault4 rossa su cui venne ucciso.
Sulla scena, soltanto tre colori: bianco, nero e rosso. Il bianco è il colore della ricerca della verità; bianco è, infatti, il telo che, all'inizio dello spettacolo, copre la scena e che viene sollevato nel tentativo di svelare la verità; bianche sono le luci che cercano di illuminarla e che, progressivamente, diventeranno sempre più fioche. Il nero è il colore del buio in cui, purtroppo, restano ancora immersi tanti elementi che compongono tutta la vicenda. Rosso è il colore della bandiera delle Brigate Rosse, della Renault4 su cui Moro viene ucciso e poi ritrovato, infine rosso è il sangue delle vittime.
Le musiche hanno una doppia funzione: i brani di musica colta (Mozart, Verdi, Chopin, Stravinskij, Šhostakovič) sottolineano emotivamente i momenti della vicenda, quelli di musica popolare (De Gregori, Vecchioni, Guccini, De André) collocano la vicenda nel tempo, essendo tutti brani pubblicati nel 1978.
Comunicato stampa sindaco di Sezze Lidano Lucidi
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“Sezze Scalo e la pianura hanno sempre rappresentato un’occasione di crescita che noi vogliamo cogliere e l’approvazione della delibera che da il via all’iter di una variante urbanistica di riqualificazione e di rigenerazione urbana dello scalo e della pianura è l’ulteriore esempio”. A sostenerlo è il sindaco di Sezze, Lidano Lucidi, che in una nota sottolinea l’iniziativa dell’amministrazione comunale sull’avvio di un iter normativo che restituirà nuova linfa vitale al quartiere: “Personalmente ho sempre pensato – ha spiegato il primo cittadino – che la presenza di una stazione ferroviaria a pochi chilometri da Roma sia un’occasione di sviluppo urbanistico e di servizi che potrà sbloccare l’edilizia residenziale da decenni assente attirando sul territorio lavoratori qualificati, professionisti e imprenditori. La pianura, poi, per la propria conformazione è anche l’ideale per poter sviluppare le attività commerciali sia al dettaglio che all’ingrosso, le attività artigianali e industriali. Non aver previsto urbanisticamente la possibilità di poter sviluppare queste attività, concentrandosi solo sull’agricoltura ma senza potenziarne i servizi come un mercato agricolo per esempio, ha fatto sì che tante aziende di Sezze abbiano investito in altri Comuni, impoverendo di fatto il nostro apparato produttivo”. L’obiettivo dell’amministrazione con questa variante urbanistica è quello di rendere Sezze attrattiva per gli investimenti sfruttando al meglio le maggiori arterie stradali e il fatto che la città rientra nella ZLS (Zona Logistica Semplificata) che garantisce semplificazioni amministrative, incentivi fiscali e incentivi: “La cifra della nostra amministrazione è quella di mettere le mani sui problemi strutturali dell’ente, ultimo in ordine temporale l’Anfiteatro, e ora lavoriamo sull’urbanistica che dovrà accompagnare il cambiamento radicale del paese recuperando la competitività persa in questi anni. L’iter procedurale è lungo ma è nostra intenzione spingere sull’acceleratore per portare a casa il risultato. A parte l’aspetto amministrativo – ha concluso il sindaco di Sezze – coinvolgeremo nella discussione i tecnici, le imprese, singoli cittadini, associazioni, gli investitori e tutte quelle forze politiche che vorranno confrontarsi con noi senza pregiudiziali di sorta”.
Mario Sagnelli è stato confermato coordinatore di Fratelli d’Italia per Sezze a conclusione del congresso dello scorso 26 gennaio. Ecco le sue dichiarazioni:
"Con grande gratitudine e senso di responsabilità assumo il ruolo di Coordinatore di Fratelli d’Italia per Sezze, a seguito della mia elezione nel Congresso Comunale tenutosi il 26 gennaio 2025.
La fiducia che mi è stata rinnovata rappresenta il riconoscimento di un percorso condiviso con tutti gli iscritti del nostro circolo, caratterizzato da passione, dialogo e impegno costante.
Desidero ringraziare innanzitutto gli esponenti politici presenti al congresso, con particolare riferimento al Senatore Calandrini, all’Assessore Regionale Palazzo, ai Consiglieri Regionali Tiero e Sambucci, e al Presidente del Congresso Nasso.
La loro presenza e il loro sostegno testimoniano l’importanza del lavoro svolto dal nostro circolo e confermano quanto Fratelli d’Italia creda nel valore del nostro territorio. Nonostante le difficoltà legate a un’amministrazione locale poco incline a riconoscerne i meriti, il nostro partito ha già, infatti, destinato importanti finanziamenti a Sezze, a beneficio della comunità.
Ringrazio, inoltre, i circa 300 iscritti del circolo di Fratelli d’Italia di Sezze. Il loro impegno, la loro energia e la loro fiducia rappresentano la vera forza del nostro progetto politico e il motore della nostra azione sul territorio.
La nostra azione politica si concentrerà sul consolidamento della presenza di Fratelli d’Italia a Sezze, guardando al futuro con coraggio e determinazione. Tra gli obiettivi prioritari, c’è la formazione dei tanti giovani che si stanno avvicinando al nostro circolo, garanzia di una continuità politica che saprà preservare e portare avanti i valori di coerenza e identità che contraddistinguono Fratelli d’Italia.
Da oggi inizia un nuovo capitolo, fatto di sfide e opportunità. Ci attende un progetto ambizioso, con obiettivi chiari e concreti per il nostro territorio: affrontare le problematiche che affliggono il nostro paese, offrire risposte alla comunità, valorizzare il nostro territorio e rafforzare il dialogo con i cittadini, ascoltando le loro esigenze e trasformandole in azioni tangibili.
In vista delle prossime elezioni comunali, il nostro impegno sarà rivolto a costruire una coalizione di centrodestra credibile, basata su obiettivi condivisi e una visione chiara per il futuro di Sezze. Il nostro paese non ha più bisogno di compromessi né di alleanze finalizzate al solo consenso elettorale, ma di progetti concreti e lungimiranti.
Siamo consapevoli delle difficoltà, ma come Fratelli d’Italia di Sezze possiamo contare sull’entusiasmo, la determinazione e la forza delle nostre idee.
Credo fermamente – e il congresso lo ha dimostrato – che Fratelli d’Italia continuerà ad essere un punto di riferimento per la comunità, grazie a una politica fondata su passione, coerenza e impegno".
Il Sindaco di Sezze, Lidano Lucidi ha espresso grande soddisfazione per l’importante riconoscimento ottenuto dall’Istituto Alberghiero dell’Isiss “Pacifici e De Magistris”. L’istituto è stato infatti inserito tra gli enti scolastici ammessi alla sperimentazione del modello 4+2 dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Una scelta che premia l’eccellenza educativa di una scuola che si è affermata come punto di riferimento nel territorio. “Questo risultato – dichiara il sindaco – rappresenta un traguardo straordinario per il nostro Istituto Alberghiero e per tutta la comunità di Sezze. Da anni la scuola si distingue per la qualità della sua offerta formativa e per il costante impegno di docenti e studenti. Ora, grazie al modello 4+2, i nostri giovani avranno l’opportunità di accedere a un percorso innovativo che li renderà ancora più competitivi nel mondo del lavoro”. Il modello 4+2 consente agli studenti di completare il percorso scolastico in quattro anni, seguiti da due anni di specializzazione e formazione avanzata. Un sistema che mira a formare professionisti altamente qualificati per i settori dell’enogastronomia, del turismo e della ristorazione, rispondendo alle esigenze del mercato del lavoro sia a livello nazionale che internazionale. “Questo importante progetto – ha aggiunto Lidano Lucidi – non è solo un riconoscimento al valore del nostro Istituto, ma anche un’opportunità per rafforzare il legame tra scuola, territorio e mondo del lavoro. La crescita dei nostri giovani è la crescita di Sezze”. L’amministrazione comunale esprime piena disponibilità a collaborare con l’istituto e con le realtà produttive locali per massimizzare le opportunità offerte da questo traguardo: “Siamo certi che questa sperimentazione porterà benefici concreti non solo ai nostri ragazzi, ma anche a tutta la comunità, contribuendo a promuovere lo sviluppo economico e culturale del territorio,” conclude Lucidi, che ha rivolto un plauso a tutto il personale scolastico, agli studenti e alle loro famiglie per l’impegno profuso nel raggiungere questo importante obiettivo. La città di Sezze continua a distinguersi come esempio di eccellenza educativa e di capacità di guardare al futuro con ambizione e determinazione.
Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una mamma che parla delle condizioni in cui si trova l'asilo nido comunale Don Lorenzo Milani di Sezze, sito in via Piagge Marine.
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Cari amministratori, caro Lillo…ho preferito scrivere su una facciata giornalista online, perché da quel che si vede le comunicazioni arrivano dirette se lanciate sui social…utilizzati anche come vetrina espositiva personale, ah Lì siete tutti fotogenici, begli propeta!!!!
Mi preme rappresentarvi quanto opportuno in merito ad una struttura educativa destinata alla fascia di età 3mesi-3anni, inaugurata nell’anno 2014 da un’amministrazione (non ricordo quale e non interessa in questo momento), sicuramente lungimirante e attenta alle esigenze di un territorio da curare e da difendere!
Ecco, scrivo proprio perché, da cittadina che ama il suo paese, non posso esimermi dal chiedere perché accade che:
- da illo tempore lo spazio esterno è a dir poco sconcertante, la pavimentazione ormai non permette più di definire quello spazio “sicuro” perché dura, sgretolata e impossibile da sanificare; qualche mente eccelsa ha pensato bene di comprare il finto prato, che guarda mpò non abbiamo né operai che possono dedicarsi e né riusciamo a trovare una ditta QUALIFICATA PER LA STESURA DI UN PRATO FINTO. Ci semo ridotti male a Sezze Lì!
- i giochi Lì? Per fortuna la gente in questi casi non usa l’isola ecologica, e utilizza l’asilo nido come discarica dei giochi, che lasciati così alle intemperie climatiche hanno addirittura perso il colore, sao stufati pure i giochi Lì de sta alloco dafore;
- l’interno della struttura la si mai vista Lì? Ecco vatte a fa na passeggiata, e dopo pubblicamente informaci de quello che pensi!
Però Lì, su stato bravo, appena su misso pede ncima agli communo...de aumenta i dazio…da 150 euro a 200 euro. Grazie Lì, con estremo affetto!
Pensa se fossi ricordato tra anni come il sindaco che ha dato dignità ad un luogo che dovrebbe essere una bomboniera, come quel sindaco che pensava a quanto fosse importante alzare l’asticella degli educatori che contribuiscono alla crescita dei nostri figli che saranno il futuro…oggi Lì sei il Trump dei poveri!
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Per repliche scrivere al direttore de LNC.
Art. 2
È diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà di informazione e di critica, limitata dall'osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede.
Devono essere rettificate le notizie che risultino inesatte, e riparati gli eventuali errori.
Giornalisti e editori sono tenuti a rispettare il segreto professionale sulla fonte delle notizie, quando ciò sia richiesto dal carattere fiduciario di esse, e a promuovere lo spirito di collaborazione tra colleghi, la cooperazione fra giornalisti e editori, e la fiducia tra la stampa e i lettori.
Altro...
Paolo Di Capua torna a parlare della struttura del Monastero delle Clarisse e rilancia la proposta del Carcere Breve, rispetto ai bla bla bla che si snocciolano nel tempo.
“Ci appelliamo alla “speranza” del Papa. Nel nostro paese, dispiace dirlo, sulle questioni rilevanti, vige il bla,bla,bla. Le proposte vengono lette, interpretate con profonda semplicità, poichè le analisi vengono fatte con superficialità, risentono della intrinseca caratterista del bla, bla, bla, un ticchio quasi comunitario. Può essere chiamato vizietto, infatti chi propone spesso viene sottovalutato se non deriso, così per la vecchia proposta del CARCERE BREVE che è stata ripetuta nel tempo. Ora, all’inizio della questione le proposte di altri attori, sull’immobile ex Monastero Santa Chiara, veniva indicato quale prossima sede dell’Università Agraria o sede Universitaria, oppure come recezione turistica o Ostello. I proponenti immaginavano Sezze e farla diventare la Urbino dei Monti Lepini e, a forza di ripetere l’idea, senza concretizzare nulla, davano ad altri lo stimolo per avanzare sul proprio territorio o città l’idea, poichè col bla,bla,bla perdemmo il treno e si venne a concretizzare la sede Universitaria a Latina.
Veniamo ai nostri giorni, rilanciare la proposta CARCERE BREVE è stata ripresa dopo che l’amministrazione si è espressa col voler trasferire da Sezze Stazione all’Ex Monastero la sede dell’ufficio per l’impiego, una proposta che sconvolge una realtà consolidata, vicina alle sedi produttive, commerciali, artigianali, industriali e agricole della pianura e dei paesi limitrofi. Si ricorda che il nostro Paese ha avuto le carceri, ma non era così desolante com’è oggi. Sezze aveva tutto, servizi di primordine, mentre oggi, scarsi servizi e tanti immobili vuoti e, per far ripartire il paese, necessita di qualcosa che scuote e muove l’economia con altri servizi.
A Latina l’Università ha generato e genera movimento, cultura, economia, ampliamento dei servizi, in ultimo l’utilizzo di immobili storici, quale la sede ex Banca d’Italia e garage Ruspini. Così mentre gli altri corrono in avanti noi andiamo indietro come i gamberi. Aver pubblicato la proposta il CARCERE BREVE è servito nuovamente a porre l’attenzione su quale destinazione d’uso e funzione si vuole dare utilizzare l’immobile che al di là del CARCERE BREVE o Ostello degli studenti Universitari fuori Sede e o fuori Regione, non si intravedono soluzioni più idonee, concrete che hanno futuro.
Sicuramente farebbe bene alla città, alla comunità, sentire o leggere dai cittadini e amministratori, proposte concrete, utili e realizzabili per non arrivare al 2040 ancora avvolto l’immobile dal bla, bla, bla. P.S. : L’amministrazione, quanti locali, stanze, dispone da traferire da Sezze Stazione a Sezze l’ufficio per l’impiego? E’ un diversivo?”.
Riceviamo e pubblichiamo un intervento inviato in redazione da un cittadino in merito ai lavori che si stanno eseguendo nel piazzale dell'Anfiteatro di Sezze.
L'area mercato di Sezze, già riqualificata nel 2015 dalla giunta Campoli, oggi è nuovamente al centro di interventi che sembrano cancellare quanto fatto in passato. Nel 2015, l’amministrazione lavorò per adeguare l’area in base al Documento Programmatico per il Commercio su Aree Pubbliche (Deliberazione del Consiglio Regionale n. 139 del 19.02.2003), che stabiliva: Aree recintate, non interessate alla viabilità; Servizi igienici per il pubblico e gli operatori del mercato. Interventi necessari e lungimiranti, che rispettavano norme e garantivano funzionalità per cittadini e commercianti. Oggi, però, la giunta Lucidi, decide di intervenire nuovamente, demolendo i marciapiedi realizzati solo pochi anni fa. Non si comprende infine come lo stesso assessore Bernabei abbia votato entrambe le delibere, snaturando oggi quella votata con la Giunta Campoli. Un'opera che sa di “tela di Penelope”, dove ogni passo avanti sembra vanificato da un passo indietro.
Sotto la delibera della Giunta Campoli del 2015.
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Per repliche scrivere al direttore de LNC.
Art. 2
È diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà di informazione e di critica, limitata dall'osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede.
Devono essere rettificate le notizie che risultino inesatte, e riparati gli eventuali errori.
Giornalisti e editori sono tenuti a rispettare il segreto professionale sulla fonte delle notizie, quando ciò sia richiesto dal carattere fiduciario di esse, e a promuovere lo spirito di collaborazione tra colleghi, la cooperazione fra giornalisti e editori, e la fiducia tra la stampa e i lettori.
Sono passate da poco le quattro del mattino del 24 novembre 2024. La telecamera di sorveglianza del Comune di Milano, posizionata all’incrocio tra via Ripamonti e via Quaranta, nel quartiere Corvetto, riprende gli ultimi istanti di vita di Ramy Elgaml, un ragazzo di origine egiziana di 19 anni.
E’ notizia di pochi giorni fa dell’approvazione da parte della Regione Lazio di un finanziamento di 2 milioni di euro per il completamento del Teatro Sacro di Sezze, meglio conosciuto come Anfiteatro. Il progetto è stato inserito tra le opere finanziate dal Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027. La notizia ha fatto discutere e acceso riflessioni sul futuro di una struttura tanto cara alla città e rimasta sepolta tra le erbacce per troppi anni. Tra le riflessioni, quella del prof. Alberto Filigenzi punta a non escludere ancora una volta il confronto con la comunità, con i cittadini come già avvenuto in passato e recentemente. Il professore in pensione invita dunque gli amministratori locali a non trincerarsi dentro le segrete stanze ma ad aprirsi ad un confronto con le associazioni e con la comunità per capire quale ruolo dovrà avere questa struttura in futuro. E' già accaduto che la mancata partecipazione della città abbia generato polemiche e malcontenti, fino ad arrivare a spaccature profonde e divisioni che una maggiore sensibilità avrebbe sicuramente evitato. “A tempi tecnici lunghi di ultimazione (si parla del 2031) non possono corrispondere altrettanti di partecipazione . Quel che è fondamentale - afferma Filigenzi -non è ormai quando sarà finito (sono passati ben 22 anni dal 2003) ma cosa si intende fare: un doppione un po’ più grande del Mario Costa? Oppure un' area scoperta per spettacoli all'aperto con le necessarie strutture di servizio, ripristinando, per quanto possibile, le storiche scalinate di Piacentini? Il 2031 è lontano ma il momento delle decisioni (progetto esecutivo) è vicino. Non stiamo a guardare – sottolinea Filigenzi - occorre un' Agorà cui partecipino associazioni, gruppi spontanei di interesse per riscattare 23 anni di abbandono. Anche il nobile passato dell'Associazione della Passione lo chiede”.