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Il Carnevale Setino 2025 si preannuncia come un'esplosione di colori, tradizione e divertimento. Il Comune di Sezze ha ufficializzato il programma delle celebrazioni, che si articoleranno in tre giornate di festa all'insegna della maschera e delle tradizioni locali. La manifestazione vedrà sfilate, musica, balli e il tradizionale rogo di Peppalacchio, simbolo indiscusso del carnevale setino.
 
Michela Capuccilli, vicesindaco e assessore alla Cultura del Comune di Sezze, ha espresso grande entusiasmo per l'edizione 2025 del Carnevale: "Ogni anno il Carnevale Setino rappresenta un momento di aggregazione e festa per la nostra comunità. Vedere le scuole, le associazioni e le famiglie coinvolte in questa grande celebrazione è un segnale della vitalità culturale e sociale del nostro paese. Quest'anno abbiamo lavorato per offrire un programma che valorizzi sia la tradizione che il coinvolgimento attivo dei cittadini, con particolare attenzione ai più piccoli e alle famiglie". 
 
I festeggiamenti inizieranno giovedì 27 febbraio con una giornata ricca di eventi. Già dalle 10:30 il centro storico si animerà con la presenza di Peppalacchio e Peppa sposi, due figure tradizionali che faranno da protagonisti lungo le vie del paese. Gli alunni delle scuole di Sezze sfileranno in maschera, portando allegria e colori tra le strade cittadine. In Piazza De Magistris si svolgerà il tradizionale "Matrimonio di Peppalacchio e Peppa", un momento simbolico e folkloristico che ogni anno affascina grandi e piccini. Queste due maschere tipiche del carnevale setino rappresentano simbolicamente il ciclo della vita e della fertilità della terra: Peppalacchio, il contadino dal volto burlone, e Peppa, la sua sposa festosa e riccamente vestita, incarnano la tradizione contadina locale e il passaggio alle nuove stagioni. Il loro matrimonio, che si svolgerà in Piazza De Magistris, è un momento atteso da tutta la comunità. Questa cerimonia simbolica, condita da gag, musica e scherzi, rievoca antichi riti propiziatori e segna ufficialmente l'inizio delle celebrazioni. La presenza degli alunni delle scuole di Sezze, che sfileranno in maschera, contribuirà a rendere l'evento ancora più vivace e coinvolgente.
 
Domenica 2 marzo, organizzata interamente da alcune associazioni culturali e patrocinata dal Comune di Sezze, ci sarà la giornata dedicata alla grande sfilata in maschera, con partenza alle 14:30 dal Piazzale della Stazione. Il corteo attraverserà Corso della Repubblica e Via Sicilia, fino a raggiungere il Piazzale delle Poste, dove tutti i partecipanti potranno godersi una grande festa finale. Musica, spettacoli e intrattenimento coinvolgeranno persone di tutte le età, rendendo questa giornata un'esperienza unica e indimenticabile.
 
Infine, martedì 4 marzo, alle ore 15:00, la manifestazione culminerà con l'ultima grande sfilata, che partirà da Porta Pascibella e arriverà in Piazza IV Novembre. Qui avranno luogo animazioni, balli e il suggestivo rogo di Peppalacchio, il momento simbolico che segna la fine del Carnevale e il passaggio alla Quaresima.
 
"Abbiamo pensato a un Carnevale che possa divertire tutti, dai bambini agli anziani, mantenendo vive le nostre tradizioni. Ringrazio le associazioni, le scuole e tutti coloro che hanno collaborato all'organizzazione. Vi aspettiamo numerosi per vivere insieme la magia del Carnevale Setino 2025", conclude Capuccilli. Il Carnevale Setino si conferma, ancora una volta, un appuntamento imperdibile per il territorio, capace di mescolare folklore, storia e innovazione in un'atmosfera di gioia e condivisione.

 

 

Giunto alla ventesima edizione, il concorso “L'Olio delle Colline”  si è tenuto all’Abbazia di Fossanova,  sabato 22 febbraio, presso l’Auditorium “Infermeria dei Conversi” 

 

ORGANIZZATORI

 

Organizzato dal Capol (Centro assaggiatori produzioni olivicole Latina) con il contributo del Comune di Minturno, è patrocinato dalla Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentate e delle Foreste, della Sovranità Alimentate e delle Foreste, Regione Lazio, Consiglio Regionale del Lazio, Arsial, Provincia di Latina, Comune di Priverno, Comune di Sonnino, Camera di Commercio Frosinone Latina, Azienda Speciale della Cciaa “Informare”, Associazione “Città dell’Olio”, XIII Comunità Montana di Priverno, Compagnia dei Lepini, Biodistretto “Colline dell’Amaseno”, Coldiretti Latina, Confagricoltura Latina, Cia Latina, Ecomuseo dell’Agro Pontino, Consorzio Industriale del Lazio, Lilt (Lega Italiana della Lotta contro i Tumori) - Sezione di Latina, Pro Loco Priverno, Condotta Slow Food di Latina, Slow Food Travel, Isiss “Teodosio Rossi” di Priverno, Isiss  “Pacifici e De Magistris - Istituto Alberghiero” di  Sezze, Consorzio di Tutela delle Olive Dop Gaeta, ACAP (Associazione Capi Panel Riconosciuti).

 

OBIETTIVI DEL CONCORSO “L'OLIO DELLE COLLINE”

 

Scopo del Concorso è promuovere e valorizzare l’olio extra vergine di oliva e diffondere la cultura dell’assaggio professionale.  Oltre a premiare i migliori oli della provincia di Latina, si propone di valorizzare tutti gli extravergini di oliva prodotti nel territorio dei monti Lepini, Ausoni e Aurunci; stimolare gli olivicoltori e frantoiani al miglioramento della qualità; contribuire alla diffusione e valorizzazione a livello provinciale della professionalità degli assaggiatori d'olio d’oliva;  favorire il consumo consapevole dell’olio extravergine di oliva ed evidenziare la funzione dell’olivicoltura nella tutela e nella conservazione dell’ambiente rurale delle colline pontine.  Per meglio selezionare gli oli in gara, sono state organizzate nei mesi scorsi preselezioni presso le aree interessate dallo stesso Concorso (Lepini, Ausoni, Aurunci).

 

Giuria di assaggio oli (Panel)

Capo panel: Luigi Centauri (Coordinatore del Concorso) e Capo panel: Giulio Scatolini

Assaggiatori iscritti nell’Elenco Nazionale: Pietro Antetomaso, Francesco D’Ambrosio, Igina De Santis, Liberata Diloni, Marina Ficaccio, Francesco Le Donne, Catullo Manciocchi, Rocco Parisella, Damiano Pasciuto, Marisa Pietrosanti, Antonella Simonetti, Isabella Spatolisano, Vittorio Zaottini.

 

Giuria Migliore Confezione ed etichetta

Giornalisti: Roberto Campagna (coordinatore) e Tiziana Briguglio

Ispettori ICQRF MASAF: Raffaele Mondini, Francesco Allegrini

Arsial (Regione Lazio): Miriam Catta

Istituto Agrario San Benedetto Latina: Marisa Pietrosanti

Grafici pubblicitari: Katia Spitaleri

Agronomo: Alberto Bono

Consulente giurista sicurezza alimentare: Michele Stocola

 

Giuria Paesaggi dell’Extravergine 

LEPINI: Mario Pio Battisti, Antonio Perci, Marisa Pietrosanti, Gianfranco La Rosa, Giuseppe Persi, Antonella Simonetti, Isabella Spatolisano.

AUSONI: Pietro Antetomaso, Alberto Bono, Tommaso Iacoacci, Ernesto Migliori, Fabio Mirabella, Rocco Parisella, Damiano Pasciuto, Regina Scattola.

AURUNCI: Celestino Buonamano, Andrea Cerrito, Marco Del Bene, Daniele Mandarello, Maria Minolfi.

 

DEGUSTAZIONI FINALI

 

Il Concorso si chiuso con la degustazione degli oli in gara curata dagli assaggiatori del Capol e l’assaggio di prodotti tipici locali curata dall’Istituto alberghiero “Pacifici e De Magistris” di Sezze, accompagnati dai vini offerti dell’Azienda agricola Casale del Giglio de Le Ferriere.  

 

VINCITORI

CATEGORIA AZIENDA

Fruttato “INTENSO”

1° Classificato: Azienda Agricola Cosmo Di Russo Verde Mare;- Gaeta

2° Classificato: Americo Quattrociocchi Bio - Terracina

 

Gran Menzione:

Azienda Agricola Paola Orsini Riserva Bio - Priverno

Azienda Agricola “La Macérà” di Michele Costantini – Sezze

Azienda Agricola Alessandro Scanavini Bio - Priverno

Azienda Agricola Alfredo Cetrone – Sonnino

Mater Olea Srl Agricola – Prossedi

 

Menzione di Merito:

Azienda Agricola Adria Misiti Bio – Sonnino

Società Agricola “Terre Del Sovescio” - Itri

Azienda Agricola Giovanna Coriddi – Cori

Società Agricola “I Lori” Bio – Cori

Diamante Verde di Antonio Tombolillo Inviridis - Norma

 

Fruttato “MEDIO”

1° Classificato: Cantina Sant’Andrea - Terracina

2° Classificato: Masseria Francesco Zenobio DOP Bio - Minturno

 

 

Gran Menzione:

 

Società Agricola Masseria Raino Domus Bio - Itri

Società Agricola “La Valle dell’Usignolo” Bio - Sermoneta

“Villa Pontina” di Lucio Pontecorvi DOP Bio - Sonnino

“Colle Siola” Bio Azienda Agricola Luisa Di Bello Castelforte

Azienda Agricola Daniele Mandarello – Itri

 

Menzione di merito:

“Palmerini 1931” Società Agricola - Sermoneta

Azienda Giuseppe Rossetti - Sonnino

Azienda Agricola “Agresti 1902” DOP - Itri

 

Fruttato “LEGGERO”

1° Classificato: Società Genesio Mancini Srl - Itri

2° Classificato: Azienda Agricola “Diamante Verde” di Antonio Tombolillo - Sermoneta

 

Gran Menzione:

Azienda Agricola Silvae di Silvia Ialongo - Itri

Azienda Agricola Riccardo Palombelli - Cori

Società Agricola Gentile Srl - Sermoneta

Cincinnato Cooperativa Agricola Arl Bio - Cori

 

Menzione di Merito:

Castello Santa Margherita - Cori

Colle Sant’Oliva Azienda Agricola Manlio Milita - Cori

Azienda Gregorio De Gregoris Punto G - Sonnino

 

Per le Aziende che imbottigliano, etichettano l’olio e risultano iscritte alla Camera di Commercio, la Commissione di assaggio ha designato i primi due classificati di ogni categoria di fruttato (intenso, medio e leggero).

 

PREMIO DOP “COLLINE PONTINE”

1° Classificato: Azienda Agricola Alfredo Cetrone DOP - Sonnino

2° Classificato: Azienda Agricola Paola Orsini DOP Bio - Priverno

 

Gran Menzione:

Azienda Agricola Cosmo Di Russo DOP - Itri

Masseria Francesco Zenobio DOP Bio - Minturno

“Villa Pontina” di Lucio Pontecorvi DOP Bio - Sonnino

Azienda Agricola “Agresti 1902” DOP - Itri

 

Menzione di Merito:

Azienda Agricola Silvae di Silvia Ialongo - Itri

Azienda Agricola “Casino Re” di Filomena Coletta DOP Sonnino

 

Il premio è assegnato alle aziende che producono un olio extravergine certificato DOP Colline Pontine secondo il disciplinare ed il piano dei controlli.

 

PREMIO OLIO “BIOLOGICO”

1° Classificato: Azienda Agricola Paola Orsini DOP Bio - Priverno

2° Classificato: Società Agricola Masseria Raino Domus Bio - Itri

 

Gran Menzione:

Società Agricola “La Valle dell’Usignolo” Bio - Sermoneta

Villa Pontina di Lucio Pontecorvi DOP Bio - Sonnino

“Colle Siola” Bio Azienda Agricola Luisa Di Bello - Castelforte

Azienda Agricola Adria Misiti Bio - Sonnino

Azienda Agricola Alessandro Scanavini Bio - Priverno

Cincinnato Cooperativa Agricola Arl Bio - Cori

Società Agricola “I Lori” Bio - Cori

 

Il premio “Olio Biologico” è assegnato alle aziende che producono un olio extravergine secondo la disciplina prevista dal Regolamento CE 2092/91, che mira a mantenere e valorizzare la biodiversità e l'attività biologica del suolo, con lo specifico obiettivo di ridurre le forme di inquinamento.

 

PREMIO “MIGLIORE CONFEZIONE ED ETICHETTA”

1° Classificato: Progetto Inviridis  - Norma

2° Classificato: Società Agricola “Masseria Raino” Bio - Itri

 

Gran Menzione:

Società Agricola “Terre Del Sovescio” - Itri

Alle aziende olivicole iscritte alla Camera di Commercio che confezionano solo ed esclusivamente secondo la normativa europea per la categoria merceologiche olio extra vergine di oliva. Una Commissione di esperti ha valutato le confezioni con particolare riferimento alla completezza e contenuto delle informazioni portate nell’etichetta e retroetichetta; funzionalità e design della bottiglia nonché l’etichetta dal punto di vista grafico dei materiali impiegato per la confezione che valorizzano le qualità e l’origine del prodotto.

 

 

 

 

PER ENTRAMBE LE CATEGORIE: “AZIENDA” E “PICCOLE PRODUZIONI”

 

PREMIO “GIOVANE OLIVICOLTORE”

Azienda Agricola Silvae di Silvia Ialongo - Itri

Il titolare rappresentante dell’Azienda con età fino a 40 anni ed iscritto alla Camera di Commercio, che hanno ottenuto il punteggio più alto tra tutti gli oli delle aziende partecipanti.

 

PREMIO “OLIVICOLTORE VETERANO”

Antonio Cerrato – Fondi

Riconoscimento al produttore partecipante con l’olio extra vergine di oliva di qualità che esercita l’attività di olivicoltore da più anni.

 

PREMIO “VERDE IN ROSA”

“Colle Siola Bio” Azienda Agricola Luisa Di Bello - Castelforte

Loreta Pestillo - Fondi

Premio all’Azienda produttrice condotta al femminile.

 

CATEGORIA PICCOLE PRODUZIONI

 

PREMIO MIGLIORE “EXTRAVERGINE DI OLIVA”

1° Classificato: Massimiliano Di Girolamo - Sonnino

2° Classificato: Ettore Manzo - Itri

 

Gran Menzione:

Kateryna Makarova Inviridis - Norma

Giulio Cetrone - Sonnino

Rosario Moroni - Cori

Vladimir Cariddi - Priverno

Giuseppe Dragonetti - Itri

Giuseppe Gabrielli - Prossedi

 

Menzione di Merito:

“Olio della Torretta” Edoardo Di Lenola - Sermoneta

Fabrizio Grecco - Sezze

Giuseppe Di Cicco - Lenola

Elisa Feudi - Sonnino

Veronica Lana - Cori

Francesca Rossi - Roccagorga

 

I produttori che non confezionano con etichetta il prodotto (anche coloro che pur confezionando il prodotto non sono iscritti alla Camera di Commercio). Sono premiati in una unica categoria i primi due oli classificati: premio “piccole produzioni”. Inoltre sono state assegnate menzioni speciale agli oli partecipanti che avranno superato un punteggio soglia particolarmente alto stabilito di anno in anno in relazione alle caratteristiche proprie dell’annata. La valutazione è stata eseguita sulla base dei criteri di equilibrio, armonia e complessità degli oli extra vergine d’oliva in concorso.

 

Sono assegnati al primo classificato dei produttori (piccole produzioni), i premi Monti “Lepini”, “Ausoni” e “Aurunci”.

PREMIO “MONTI LEPINI”

Kateryna Makarova Invirdis-Norma

 

PREMIO “MONTI AUSONI”

Giuseppe Di Cicco - Lenola

 

PREMIO “MONTI AURUNCI”

Giuseppe Dragonetti - Itri

 

 

PREMIO “CITTA’ DI PRIVERNO”

 

E’ all’azienda che produce un olio extravergine da olive del Comune di Priverno che ha ospitato l’evento.

Azienda Agricola Alessandro Scanavini Bio – Priverno

 

Riconoscimenti: PAESAGGI DELL’EXTRAVERGINE DEI

MONTI: LEPINI, AUSONI E AURUNCI

Tre commissioni, costituite da tecnici agronomi ed esperti del settore olivicolo, hanno individuato nove aziende, tre per ogni comprensorio, le quali, producendo olio di qualità secondo corrette tecniche agronomiche ed ambientali, mantengono l’efficienza delle sistemazioni idrauliche agrarie e dei terrazzamenti.

LEPINI:

Luigi Paniccia - Priverno

Società Agricola Luca Priori – Rocca Massima

Azienda Agricola Carmela Parisi - Sermoneta

 

AUSONI:

Gigliola Magliocco - Sonnino

Roberta Mirabella - Fondi

Nazareno Carroccia - Lenola

 

AURUNCI:

Benedetto Spinosa - Gaeta

Ramona Claudia Raica - Formia

Azienda Agricola Silvae di Silvia Ialongo - Itri

 

CONCORSO  “ASSAGGIATORI A CONFRONTO”

 

Medaglia d’oro: Cosimo  Pastore di Latina

Medaglia d’argento: Elisabetta Germondari  di Siena

Medaglia di bronzo: Mattia Garritano  di Latina

 

CONCORSO “ASSAGGIATORE PER UN GIORNO…”

 

Medaglia d’oro: Fiorella Boccia di Priverno

Medaglia d’argento: Maria Teresa D’Orso di Anzio

Medaglia di bronzo: Mattia Garritano di Sezze

 

Domenica, 23 Febbraio 2025 07:00

Il mondo capovolto di J.D. Vance

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La rielezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti non rappresenta semplicemente un normale avvicendamento alla guida del Paese, un ricambio fisiologico tra forze politiche alternative, utile a garantire il corretto funzionamento delle istituzioni, ma un passaggio gravido di incognite e di rischi per la democrazia.
 
Il programma politico del tycoon mira a spostare gli USA nel campo degli stati illiberali, a svuotarne la democrazia attraverso riforme improntate all’autoritarismo, alla limitazione progressiva dei diritti e delle libertà, a distorcere, limitare ed asservire al potere l’informazione, a garantire sempre maggiori profitti alla cerchia di imprenditori delle nuove tecnologie che lo hanno sostenuto in campagna elettorale e a cui ha anche affidato posizioni rilevanti all’interno della nuova amministrazione, e nel campo delle relazioni internazionali ad improntare la sua azione all’insegna di un pericoloso neoimperialismo, disconoscendo ruolo e funzione degli organismi sopranazionali e abbandonando la strada del multilateralismo, affermatosi dopo la disgregazione dell’Unione Sovietica e la fine della contrapposizione tra il blocco occidentale e quello comunista.   
 
È all’interno di questa prospettiva che si colloca il discorso tenuto qualche giorno fa alla Conferenza di Monaco sulla sicurezza dal vicepresidente degli USA J. D. Vance.
 
Il vice di Trump si è detto “profondamente preoccupato”, come tutta l’amministrazione americana, per il fatto che l’Europa si stia allontanando dai valori democratici. I nemici più pericolosi del nostro continente non sarebbero esterni, le autocrazie e il terrorismo, ma la sempre più diffusa tendenza illiberale che impedirebbe ai cittadini europei di esprimere le proprie opinioni e perfino di vedere riconosciuto il proprio voto, principi sempre considerati sacri sia in Europa che negli USA. Esempio emblematico di questa supposta deriva illiberale sarebbe la Romania, incapace di riconoscere l’esito di una tornata elettorale. Vance dimentica che l’ultima volta in cui qualcuno ha disconosciuto l’esito del voto democratico, ciò è avvenuto non in Europa ma nel suo Paese. È stato il presidente di cui è vice a rifiutarsi quattro anni fa di cedere il proprio ruolo al successore, democraticamente eletto, sobillando per di più i cittadini a una rivolta violenta. In Romania la sospensione del primo turno elettorale è avvenuta in seguito ad una sentenza della Corte Costituzionale, quindi all’interno della normale dialettica istituzionale e senza sovvertire alcun esito elettorale definitivo.
 
A riprova della deriva illiberale che attraversa l’Europa Vance ha portato ad esempio il caso del signor Adam Smith-Conner, arrestato e multato per “aver pregato tre minuti davanti a una clinica abortista in Inghilterra, senza disturbare nessuno”, sorvolando  sul fatto che il signore in questione ha fatto irruzione in una zona protetta della clinica (e non era neanche la prima volta) e, solo dopo aver cercato per 100 minuti di convincerlo inutilmente ad andarsene, è stato giustamente portato via e multato. Davvero singolare questa sua preoccupazione, dato che l’amministrazione di cui è esponente autorevole pratica la deportazione in catene e in massa dei migranti e cerca di impedire alle persone di definirsi non-binarie, cosa questa che non offende o danneggia nessuno.
 
Il vicepresidente USA ha evidenziato che in Europa c’è una “carenza o grave inesattezza dell'informazione, spesso dovuta a una precisa volontà fuorviante” ed ha definito “agghiaccianti” le parole del giudice svedese che, condannando un uomo che ha ripetutamente bruciato il Corano, ha affermato: “La libertà di espressione non costituisce un lasciapassare per fare e dire qualunque cosa”. Insomma, secondo Vance, ci sarebbe carenza o disinformazione tutte le volte in cui vengono riportate notizie sgradite a lui e alla sua parte politica e comunque la libertà di parola significa poter dire qualunque falsità o ingiuria o fare qualsiasi cosa passi per la testa. Piuttosto dovrebbe spiegare perché il suo governo ha reso non più disponibili migliaia di studi clinici, essenziali per la ricerca scientifica, solo perché contenevano parole come transgenderLGBT e persino persona incinta ed ha vietato migliaia di libri nelle scuole per i figli di militari statunitensi. In questi casi la libertà di parola non vale?
 
Considerata la deriva ideologica e politica imboccata dalla nuova amministrazione americana, siamo noi europei ad avere ottimi motivi per essere preoccupati per lo stato della democrazia e della libertà negli USA e non solo, visto che il presidente Donald Trump tra i suoi primi atti ha telefonato a Vladimir Putin ed ha avviato una trattativa per il cessate il fuoco in Ucraina, legittimando la violenta e ingiustificata aggressione militare a un Paese democratico e pensando di poter decidere lui il destino del popolo ucraino secondo una logica padronale ed economica.
 
Ad inquietare non poco è che Vance ha pronunciato quest’assurdo discorso proprio a Monaco, città che evoca alla memoria un’altra conferenza in cui i potenti del tempo decisero di chiudere più di un occhio di fronte a un’aggressione militare violenta e ingiustificata, di scendere a patti con chi contemplava solo la misura della forza e metteva la sua nazione prima, davanti a tutto. La loro pavidità di fronte ai regimi nazista e fascista produsse esiti drammatici per l’intera umanità, i campi di sterminio e la seconda guerra mondiale. La propaganda, la disinformazione, il nazionalismo e la volontà di rivalsa, usate allora sono identiche a quelle impiegate oggi dall’estrema destra in Europa e negli USA.   
 
Noi europei abbiamo vissuto sulla nostra pelle totalitarismi e genocidi e sappiamo bene che la libertà non può mai voler dire assenza di norme e limiti, il volere popolare porta a volte ad imboccare direzioni deleterie e drammatiche (nazismo e fascismo sono arrivati al potere attraverso il voto popolare) e la democrazia è una strada da percorrere, va guidata con responsabilità, giudizio e coscienza storica.
 
La (il) Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha applaudito alle farneticazioni di Vance e ha affermato di condividerle in pieno.
 
Ogni commento è inutile.
 

 

 

Dopo giorni di considerazioni e qualche polemica sulla decisione presa dell’amministrazione comunale di ubicare gli uffici del Centro per l’Impiego presso il Monastero della Clarisse di Sezze, il sindaco di Sezze Lidano Lucidi si lascia ad un commento utilizzando i canali social. Nella sua "storia" rivendica la decisione presa dalla sua maggioranza e lascia trapelare, anche se non cita mai l'associazione, una replica al Fai che nei giorni scorsi aveva “bocciato” la scelta di Lucidi di destinare parte dei locali delle Clarisse ad uffici pubblici tra cui quelli del CPI.

Lucidi scrive: “Smonteremo tutte le inesattezze e dimostreremo le attività fatte nel Monastero, struttura piena di escrementi di piccioni fino a poco fa (evidentemente per qualcuno è meglio avere una struttura chiusa usata come bagno pubblico dai piccioni e parlare di mega investimenti che mai si sono realizzati, solo tante idee bellissime rimaste sulla carta mentre il Monastero deperiva giorno dopo giorno). Rivendichiamo con forza il lavoro che facciamo per prendere finanziamenti per fare opere invece che fare nulla e parlare del sesso degli angeli. Soprattutto metteremo in evidenza sia le incongruenze di alcune non proposte o di alcuni no interessati e la visione volutamente parziale di un’associazione che pensa che il Monastero sia di sua proprietà e che ha sempre disatteso le promesse fatte al sottoscritto come alcune fantomatiche donazioni che mai sono state fatte. A questa amministrazione tenere spazi come cessi pubblici per i piccioni non piace.”

LA NOTA DEL FAI (FONDO AMBIENTE ITALIANO)

Il Fai di Latina nella nota aveva scritto : "La scelta di stabilire il centro per l’impiego in una dimora storica costituisce un errore culturale e funzionale, un atto privo di sensibilità verso il patrimonio storico del paese. Non si comprende la “necessità” di spostare nel centro storico un servizio a carattere territoriale come il centro per l’impiego, con la difficoltà di raggiungerlo con mezzi pubblici e con l’endemica carenza di parcheggi.  L’ex Monastero si trova in una strada del centro storico stretta e priva di parcheggio pubblico. Il Monastero è la testimonianza palpabile della storia e della memoria di un luogo e il processo di conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale. Il suo valore non è solamente una questione estetica ma racconta le radici, identifica la comunità e narra i cambiamenti che nel tempo hanno definito la nostra società".  

 

 

 

Nell’ambito della rassegna letteraria “I Mercoledì in Biblioteca”, organizzata dall’Unitre Sermoneta, l’Università delle Tre Età “Marguerite Chapin Caetani”, verrà presentato mercoledì 26 febbraio, alle 19.00. il libro “A morsi e bocconi” di Roberto Campagna. Oltre all’autore, interverranno Alessandro Di Norma, giornalista e fotografo, autore delle foto del libro, Tommaso Iacoacci, esperto di enogastronomia del territorio,  Roberto Perticaroli, presidente dello Slow Food Travel Monti Lepini, e Quirino Briganti, presidente della Compagnia dei Lepini.  A detta dello stesso autore  quelli di strada sono tutti quei cibi che si possono mangiare senza posate… a morsi e bocconi. Il libro è un viaggio sui Lepini e in Agro Pontino alla scoperta di tali cibi. Illustrato con foto di Alessandro Di Norma,  è frutto di una ricerca realizzata per conto della Cooperativa Utopia 2000 onlus nell'ambito del progetto  “Convivium Monti Lepini - Simposi, mense, tavole, produzioni, protagonisti e saperi. Storia, arte e culture  enogastronomiche nel territorio lepino” della Compagnia dei Lepini.  l cibi di strada hanno origini antichissime: si consumavano già all’epoca dei Greci e dei Romani. E fu proprio nell’antica Roma che si diffuse l’usanza di imbottire due fette di pane. E da allora il panino è diventato l’emblema di tale abitudine alimentare. Il nome di Panisperna, la via romana diventata famosa per il gruppo di giovani fisici italiani, che presso il Regio Istituto di Fisica dell’Università, assieme a Enrico Fermi, contribuirono alla scoperta dei neutroni lenti che permise di realizzare il primo reattore nucleare, pare che derivi da “panis et perna”, ossia pane e prosciutto, che i frati della Chiesa di San Lorenzo in Panisperna usavano offrire ai poveri il giorno della festa dello stesso santo. E proprio pane e prosciutto è uno dei cibi di strada segnalati in questo libro. Due i prosciutti descritti: quello di Bassiano e il cotto di Cori. I cibi di strada sono diffusi in ogni zona d’Italia e i Monti Lepini e l'Agro Pontino ne sono molto ricchi. “Il territorio lepino e della Provincia di Latina - ha scritto nella presentazione del libro Quirino Briganti -  oltre a possedere un ingente patrimonio  artistico e naturalistico, ha dei cibi che suscitano suggestioni, profumi e sapori, espressione di un retaggio culturale millenario”.  Questo territorio, oltre ai prodotti di montagna, come per l’appunto i prosciutti di Bassiano e Cori, i salumi di bufala, i formaggi, le castagne e le olive, conta anche prodotti ittici e ortaggi. Circa questi ultimi, i fiori di zucca fritti, i cocomeri a fette e i carciofi fritti dorati sono altre tre delle ventotto “tappe” di questo gustoso viaggio gastronomico. Viaggio che all’arte bianca, in particolare ai dolci, riserva uno spazio di tutto rispetto. A proposito di dolci, sono stati riportati soltanto i più significativi, con una storia dietro, quelli che identificano il luogo dove nascono. Sono state invece tralasciate le pizze, i gelati e certi fritti come i supplì, le crocchette, i filetti di baccalà e la mozzarella in carrozza, perché non rappresentano il territorio: si trovano dappertutto. “Il cibo - ha scritto Alessandro Di Norma nella nota fotografica  -  è storia, è rito, è tradizione, è insieme di gesti caratterizzati dalle abitudini che si perdono nei gangli della quotidianità più remote, ma trapelano, senza troppo fatica, anche in quella attuale, veloce ed effimera, legata alle contemporanee tecnologie di comunicazione. Fotografando il cibo si è dato vita a un racconto di sensazioni che ritornano, e restano, nella mente come radici secolari”. Secondo la Fao, quelli di strada sono cibi che vengono preparati e venduti in strada per l’appunto, nei mercati e nelle fiere da commercianti ambulanti. Ma si trovano ormai anche in alcuni locali come le paninoteche, le piadinerie o i pub, nei chioschi o, per esempio, nelle fraschette dei Castelli Romani.

 

 

di Pierino Ricci

per Latina 2032

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Si continua a picconare il servizio sanitario pubblico a spese del cittadino. Si continua a dire che negli ospedali della nostra provincia mancano infermieri e medici , ma si fa finta di non sapere che nei vecchi presidi ospedalieri di Sezze, Cori, Priverno, Cisterna ecc c’è personale medico e paramedico da anni alle dipendenze di cooperative ( precario) o in carico del servizio pubblico , ma sottoutilizzato , come si fa finta di non vedere il pullulare di nuovi insediamenti privati con finanziamenti pubblici , privati che fanno una concorrenza spietata ( a pagamento) alle strutture pubbliche . Tutto questo sotto l'egida del governo, che attraverso le regioni continua a foraggiare le 21 sanità regionali spendendo oltre 840 miliardi di cui ben 50 miliardi per la regione Lazio di cui 22 miliardi vengono erogati a privati…immaginiamo con l’autonomia differenziata!!! Uno spreco e clientele elettorali… ecco cominciamo con il picconare questi privilegi anziché i servizi ai cittadini. L’ultima chicca della regione Lazio (su delega del governo Meloni ) è la proposta di l’utilizzare attraverso alcune ore i medici di famiglia assumendoli nel servizio sanitario nazionale, contribuendo così, alla distruzione dell’unico baluardo che rimane per il cittadino, con tutti i suoi limiti e contraddizioni.

Invece di fare una scelta politica chiara su una sanità pubblica, di togliere il numero chiuso in medicina nelle università e assumere in pianta stabile nel servizio sanitario nazionale tutte quelle figure mediche paramediche e infermieristiche che attualmente lavorano in cooperative o partite iva o a gettone, la Regione continua a perseverare e costruire scelte per distruggere la sanità pubblica. Il sistema privato va utilizzato per integrare ciò che non fa il pubblico, ma non può essere messo in competizione con il sistema sanitario pubblico e inoltre bisogna prendere atto che la regionalizzazione della sanità è stato un fallimento e va riconsiderato l ‘art. V che ha determinato la nascita di 21 sanità regionali: è un lusso che non possiamo permetterci, ne basta una unica di sanità, pubblica e universale, ricostruendo i filtri territoriali ( la cosiddetta medicina territoriale per fare prevenzione )… ci costerebbe meno, funzionerebbero i pronto soccorso con i reparti ospedalieri e non ci sarebbero le liste di attesa, che oggi purtroppo, stanno determinando l’allontanamento dei cittadini dal curarsi o indebitarsi (sono 4,5 milioni di persone che hanno rinunciato a curarsi ), perché per curarsi o farsi assistere bisogna pagare di tasca propria.

Questa è la battaglia che debbono fare i nostri consiglieri regionali e i parlamentari nazionali, non continuare ad assistere passivi allo sfascio della sanità pubblica o continuare a mettere pannicelli caldi qui e là per garantirsi le clientele elettorali dei potentati della sanità…ma anche l’informazione…faccia meno cassa da risonanza con il potere e più informazione d’inchiesta nei reparti dei nosocomi e tra i cittadini.

 

 

 

Giunto alla XX edizione, il Concorso provinciale “L’Olio delle Colline – Paesaggi dell’extravergine e buona pratica agricola dei Lepini, Ausoni e Aurunci” si terrà, sabato 22 febbraio, a partire dalle 10, presso l’Abbazia di Fossanova. Organizzato dal Capol (Centro assaggiatori produzioni olivicole Latina), è patrocinato dalla Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentate e delle Foreste, della Sovranità Alimentate e delle Foreste, Regione Lazio, Consiglio Regionale del Lazio, Arsial, Provincia di Latina, Comune di Priverno, Comune di Sonnino, Camera di Commercio Frosinone Latina, Azienda Speciale della Cciaa “Informare”, Associazione “Città dell’Olio”, XIII Comunità Montana di Priverno, Compagnia dei Lepini, Biodistretto “Colline dell’Amaseno”, Coldiretti Latina, Confagricoltura Latina, Cia Latina, Ecomuseo dell’Agro Pontino, Consorzio Industriale del Lazio, Lilt (Lega Italiana della Lotta contro i Tumori) - Sezione di Latina, Pro Loco Priverno, Condotta Slow Food di Latina, Slow Food Travel, Isiss “Teodosio Rossi” di Priverno, Isiss  “Pacifici e De Magistris - Istituto Alberghiero” di  Sezze, Consorzio di Tutela delle Olive Dop Gaeta, ACAP (Associazione Capi Panel Riconosciuti). Sono 389 gli oli in gara, di cui 18 sono Bio e 10 Dop “Colline Pontine”. Di questi 389 oli poi 72 sono prodotti da aziende con etichetta e i restanti da olivicoltori che non imbottigliano. Gli oli, come sempre, sono sottoposti a un esame organolettico effettuato, presso la Sala Panel del Capol, da una giuria coordinata dal Capo Panel Luigi Centauri e composta di assaggiatori iscritti all’Elenco nazionale di tecnici ed esperti degli oli di oliva vergini ed extra vergini. Vengono premiati i primi tre oli extravergini classificati nelle tre categorie: “Fruttato leggero”, “Fruttato medio” e “Fruttato intenso”. Ai restanti campioni di olio selezionati per la finale viene assegnata la “Gran Menzione”. Sono inoltre attribuiti riconoscimenti all’Olio Dop Colline Pontine, al Miglior Olio Biologico, alla Migliore Confezione ed Etichetta, e vengono assegnati il Premio “Olivicoltore veterano”, il Premio “Giovane olivicoltore” e il Premio “Verde in rosa” alle donne dell’olio pontino. Dedicando infine una sezione ai “Paesaggi dell’Extravergine e Buona Pratica Agricola”, il Concorso attribuisce il Premio “Custode delle Colline” a quelle aziende olivicole che operano rispettando i requisiti agro-ambientali. Con tale Premio gli organizzatori puntano a cogliere il legame profondo tra produzione, cultura e paesaggio dell’ulivo, indirizzando l’attenzione e lo sguardo sulle esperienze e le differenze legate al territorio e ai differenti metodi di coltivazione. Paesaggi le cui immagini rappresentano l’olivicoltura e la produzione dell’olio, viste in tutti i loro aspetti, con particolare attenzione al paesaggio contemporaneo nei diversi territori collinari della provincia caratterizzati dalla presenza dell’ulivo. Per la prima volta infine verrà attribuito il riconoscimento  “Olivi spettacolari della provincia di Latina”. Questo il suo obiettivo: integrare le già consolidate iniziative finalizzate a promuovere e valorizzare la coltivazione dell’olivo in Agro Pontino ed evidenziare il ruolo che tale coltura riveste nella caratterizzazione dei paesaggi del territorio. Scopo del Concorso è promuovere e valorizzare l’olio extra vergine di oliva e diffondere la cultura dell’assaggio professionale. “È itinerante - afferma Luigi Centauri, presidente del Capol e coordinatore dello stesso Concorso - e come tale si era già tenuto in passato nell’Abbazia di Fossanova e altri luoghi suggestivi della provincia, come l’Abbazia di Valvisciolo, il Castello di Itri, il Castello Caetani di Sermoneta, il Palazzo Baronale di Fondi, il Castello di San Martino, il Centro di partecipazione olimpica di Formia, la Centrale olivicola di Sonnino e il Castello di Minturno . È un momento importante in cui si può conoscere e comunicare le qualità, organolettiche e salutistiche, dell’olio pontino. Circa tali qualità, anche quest’anno, nonostante le difficoltà della raccolta, hanno raggiunto un livello molto alto”. Per meglio selezionare gli oli in gara, sono state organizzate preselezioni presso le aree interessate dallo stesso Concorso (Lepini, Ausoni, Aurunci)”.

 

Si allega il programma

 

IL PROGRAMMA

 

Ore 10:00: Ristorante Welcom Reception System

-Concorso Premio “Assaggiatore per un giorno...” per aspiranti assaggiatori che giudicheranno gli oli extravergine d’oliva (Evo) presentati al concorso. Partecipazione aperta a tutti coloro che abbiano compiuto almeno sedici anni. Al vincitore riconoscimento Capol e una confezione di tre bottiglie di olio extra vergine delle aziende classificate. La partecipazione è riservata a un massimo di 20 persone ed è gratuita (prenotazione obbligatoria).

-Concorso Premio “L’Olio delle Colline Pontine” - assaggiatori a confronto.  Riservato agli assaggiatori iscritti agli Elenchi regionale/nazionale di tecnici ed esperti degli oli di oliva vergini ed extravergini.

Al vincitore riconoscimento Capol e una confezione di tre bottiglie Dop “Colline Pontine” delle aziende classificate. La partecipazione è riservata ad un massimo di 25 persone ed è gratuita (prenotazione obbligatoria).

 

Ore 11:00: “A passeggio nel Borgo Antico”: visita guidata gratuita nel caratteristico borgo con guida turistica a cura dei Musei archeologici di Priverno: Abbazia di Fossanova e Museo medievale di Fossanova. Inoltre visita al Giardino degli Ulivi dell’Abbazia a cura del Vivaio Aumenta.

 

Ore 13:00: “Pranzo Oleario”: alla scoperta degli oli Evo di qualità e prodotti nei territori dei Lepini a cura degli assaggiatori Capol.

 

Dove mangiare a Fossanova: Ristorante Welcom Reception System, Il Forno del Procoio e Il Caffè dei Guitti.

 

Ore 15.00 Convegno “L’Olio delle Colline”

 

Registrazione dei partecipanti

 

 

Apertura dei lavori

-Intervento musicale a cura del maestro Eleonora Brusca

-Luigi Centauri, presidente Capol e coordinatore del Concorso

 

15:30 – Saluti istituzionali

-Anna Maria Bilancia, Sindaco di Priverno

-Padre Pablo Scaloni, Parroco Abbazia di Fossanova

-Gianni Carroccia, Sindaco di Sonnino

-Vittoria Ciaramella, S.E. Prefetto di Latina

-Antonio Aurigemma, Presidente del Consiglio Regionale del Lazio

-Gerardo Stefanelli, Presidente Provincia di Latina

-Vittorio Sambucci, Vicepresidente III Commissione  Agricoltura e Aambiente

- Enrica Onorati, Assessore all’Agricoltura di Priverno

-Giovanni Acampora, Presidente Camera di Commercio Frosinone-Latina

-Luigi Niccolini, Presidente Azienda Speciale della Cciaa “Informare”

-Severino Marrocco, Coordinatore provinciale dell’Associazione nazionale “Città dell’Olio”.

 

 

Ore 16:30 Sezione Paesaggio e Buona pratica agricola

- “Le aziende olivicole dei Lepini, Ausoni e Aurunci” di Alberto Bono, Agronomo Commissione Paesaggi Capol;

- “Olivi spettacolari della Provincia di Latina” di Giuseppe Persi, Consigliere Fondazione “Roffredo Caetani”;

- “La cultura dell’olivo dei Lepini, Ausoni e Aurunci per contrastare l’abbandono delle colline e salvaguardare il paesaggio e la biodiversità “ di Alberto Budoni, Dipartimento di Ingegneria civile edile ambientale Ce.R.S.I.Te.S. - Polo di Latina dell’Università “La Sapienza” di Roma

- “Misura e contrasto dell’abbandono colturale degli ulivi tra istituzioni e imprese” di

Claudio Di Giovannantonio, Dirigente Qualità e Pianificazione territoriale Arsial-

 

Consegna riconoscimenti ai produttori selezionati per la sezione Paesaggi e buona pratica agricola

 

18:00 – Sezione Olio di oliva e salute

-“Polifenoli dell’olio d’oliva e tumori: studi in modelli cellulari e animali” di  Luciana Mosca, Dipartimento Scienze biochimiche “A. Rossi Fanelli” dell’Università “La Sapienza” di Roma e di Eugenio Lendaro, Dipartimento di Scienze e Biotecnologie medico-chirurgiche dell’Università “La Sapienza” di Roma - Polo Pontino.

 

18,30 – Sezione Analisi sensoriale

“Recondita Armonia: Itrana verde e Oliva di Gaeta” di Giulio Scatolini, Capo panel

 

-Consegna riconoscimenti per il concorso letterario “Racconti tra gli Olivi”;

-Consegna degli attestati ai nuovi assaggiatori

 -Premiazioni dei Concorsi “Assaggiatore per un giorno...” e “L’Olio delle Colline - Assaggiatori a confronto”

 

Intervento musicale a cura del maestro Eleonora Brusca

 

19:00 – Premiazioni

 

-Premio Comune di Priverno

-Premio Lepini, Ausoni e Aurunci

-Premio Migliore confezione ed etichetta

-Premio Giovane olivicoltore

 -Premio Verde in Rosa

 -Premio Olivicoltore Veterano

-Premio Olio Biologico

-Vincitori Concorso L’Olio delle Colline XX Edizione

-Premio Dopo Colline Pontine

 

 Moderatore del Convegno: Roberto Campagna, Giornalista

 

Al termine presso il Refettorio dell’Abbazia: “Invito all’assaggio”

Degustazione degli oli classificati e di prodotti tipici locali a cura dell’Istituto Alberghiero “Pacifici e De Magistris” di Sezze e degli assaggiatori Capol

 

 

 

"Il noto problema di siccità che in questi anni si è sempre palesato ha colpito, tra gli altri, il fiume Ufente e sta mettendo in seria difficoltà numerose aziende agricole nel territorio di Sezze, le quali faticano a garantire l'approvvigionamento idrico necessario per le proprie coltivazioni". Così il consigliere comunale Orlando Santoro, presidente della commissione consiliare "Attività Produttive", il quale ha lanciato l’allarme chiedendo espressamente un intervento immediato: "È fondamentale realizzare due chiuse sul fiume Ufente per mantenere il livello dell'acqua costante a due metri e mezzo. Questo intervento permetterebbe di garantire un flusso idrico continuo alle aziende agricole locali, salvaguardando le produzioni e l'economia del nostro territorio".

Santoro ha inoltre lanciato un appello al Consorzio di Bonifica affinché si attivi prontamente per la realizzazione di queste opere: "Chiedo al Consorzio di Bonifica di intervenire con urgenza. Le nostre aziende non possono attendere oltre; è in gioco la sopravvivenza di molte realtà produttive e la sicurezza alimentare della nostra comunità". Per Santoro "la situazione attuale del fiume Ufente non solo minaccia le attività agricole, ma rischia anche di compromettere l'ecosistema locale" e per questo motivo Orlando Santoro consiglia anche di effettuare interventi di manutenzione sul greto del canale. "Un intervento tempestivo potrebbe quindi rappresentare una soluzione efficace per preservare sia l'ambiente che l'economia della zona. Le aziende agricole di Sezze, molte delle quali a conduzione familiare e con una lunga tradizione alle spalle, sono il cuore pulsante dell'economia locale. Garantire loro le risorse idriche necessarie è essenziale per mantenere viva questa tradizione e per sostenere l'intera comunità. La collaborazione tra istituzioni, enti competenti e comunità locali sarà determinante per superare questa sfida e assicurare un futuro sostenibile al territorio di Sezze”.

 

Nella foto il consigliere comunale Santoro

 

Sabato, 15 Febbraio 2025 19:46

La politica dei bau bau

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Politica è linguaggio, o meglio scelta tra linguaggi differenti. Le parole non sono suoni vuoti, ma posseggono significati immediati e ulteriori, svelano identità e valori, raccontano idee e progettualità.
 
In Italia la lingua della politica è molto cambiata e se in passato suonava spesso astrusa, compassata e perfino settoriale, al punto da infrangere le regole della geometria, basti pensare all’espressione coniata da Aldo Moro delle convergenze parallele, in questi ultimi anni si caratterizza per essere volgare e schietta, diretta e approssimativa. Il livello stilistico del linguaggio politico è sceso a quello medio-basso della lingua quotidiana. Segnale indiscutibile di questo livellamento verso il basso è la consolidata abitudine di chiamare i leader col nome proprio, un approccio che racconta non soltanto familiarità e vicinanza, ma assai spesso un atteggiamento di devozione e sudditanza.
 
Il mutamento intervenuto si manifesta poi sia nel lessico, con il ricorso a parole basse e volgari, sia nella sintassi con il ricorso a frasi con costrutti semplificati, nucleari, nel mutamento del significato di talune parole e nell’introduzione di nuove.
 
La mediocrità del linguaggio è indice rivelatore di un abbassamento generale del livello culturale del nostro Paese, che inevitabilmente ha una ricaduta anche nel campo della qualità della politica. È bene precisare che la valutazione negativa riguarda l’approssimazione e la banalizzazione dei contenuti e dello stile del discorso politico e non la schiettezza, che rappresenta un valore, da non confondere però con la volgarità, aspetto questo che sempre più spesso caratterizza purtroppo il dibattito quotidiano in televisione e sui social. Parimenti occorre evidenziare che bello stile non significa rapporto privilegiato con la verità e i valori etici, tanto che non c’è nulla che possa essere detto meglio del falso, ma il linguaggio della politica, oltre all’efficacia, dovrebbe badare alla sua proprietà e urbanità.
 
Insomma non è questione di buone maniere, di formalismo e tantomeno di preferenza per i discorsi involuti, le frasi incomprensibili e la vuota retorica. Il tema è politico. L’abbassamento del linguaggio politico non è come pretendono i populisti un modo per parlare, comportarsi, essere come il popolo, perché non è affatto vero che approssimazione, arroganza, scontro siano più popolari di serietà, rispetto e confronto. Affrontare i problemi e dare risposte richiedono intelligenza e competenza e non inventarsi nemici immaginari, spingere con un certo linguaggio ad essere contro, a riconoscersi in un’identità che si contrappone ad altre, a dividere la società in aree inconciliabili, a separarne una parte, più o meno grande e non coincidente con l’insieme, e ad esaltarla come il vero popolo contro le élites dirigenti, gli immigrati, l’avversario politico, chi usa parole per comunicare e non per inquinare. Tanto più che i nemici cambiano a seconda dei contesti e delle fasi storiche e conta solo che ci sia sempre qualcuno contro cui scagliarsi.
 
Il ricorso a questo tipo di linguaggio poi non è mai innocuo e innocente, ma possiede sempre un legame con la violenza. Ciò non significa che quanti lo usano compiono atti di violenza, ma di certo provocano lo scontro, teorizzando la superiorità dell’uno sull’altro e perseguendo l’esclusione di questo o di quella. Pur autodefinendosi politica, in realtà questa è la forma più esasperata di antipolitica, che logora la democrazia, la svuota di valori e di risorse, non va mai oltre la propaganda, non costruisce alternative o cambia le cose e alimenta potentemente l’astensionismo.
 
In un quadro purtroppo così desolante non suscita meraviglia Augusta Montaruli, esponente di Fratelli d’Italia, condannata con sentenza definitiva per aver acquistato con i fondi regionali, quando era consigliere regionale del Piemonte, borse, Swarovski, libri e gadget sexy, che abbaia in diretta tv. La scena del bau bau sicuramente è entrata ringhiando nella storia della politica e della televisione. Potremmo sorriderne, considerarla solo un teatrino di bassa lega, ma francamente significherebbe non dare il giusto rilievo al livello di degrado che rappresenta. Ha ragione Aldo Grasso, il critico del Corriere della Sera, quando scrive: “Il grado zero del talk show, ovvero quando la parola si umilia per lasciare posto a borborigmi lessicali, a fedifraghe alleanze gergali, a oscillazioni fra la bipedità dell’uomo e della donna e la quadrupedità del cane. Prima o poi doveva succedere, è successo…”. E poi prosegue: “Ora, è vero che il Parlamento italiano è diventata la più fervente palestra dell’insulto, l’università dell’ingiuria, la salda tradizione della volgarità, ma al latrare, all’ululare, al ringhiare non eravamo ancora giunti. È la nullificazione della parola e, con essa, del pensiero, è la pienezza del declino”.
 
La democrazia è oggi un bene in pericolo che richiede vigilanza e impegno attivo per impedirne lo svuotamento, l’annichilimento e la riduzione a mero formalismo senza anima. Occorre restituire alla politica dignità e valore, profondità di pensiero e serietà di impegno.

 

Comunicato stampa Carabinieri di Sezze.

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Nei giorni scorsi, i Carabinieri delle Stazione di Sezze (LT) unitamente al personale dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro e dell’I.T.L. di Latina, nell’ambito di un servizio per prevenire il fenomeno del “caporalato”, hanno effettuato un accesso ispettivo presso un’azienda agricola esercente l’attività di coltivazione di ortaggi con sede legale a Sezze (LT). All’esito delle necessarie verifiche svolte dai Carabinieri, il titolare dell’azienda, un uomo di 62 anni del posto, è stato deferito in stato di libertà per la mancata redazione del documento di valutazione dei rischi. Durante il controllo, i Carabinieri hanno identificato e vagliato la posizione di un lavoratore di nazionalità rumena per il quale non era stata inoltrata la comunicazione di assunzione, violazione per le quale è prevista l’applicazione della maxi sanzione per il titolare e la sospensione dell’attività. I Carabinieri altresì adottavano il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale per gravi violazioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e per l’indagato vale il principio di non colpevolezza sino alla sentenza definitiva, ai sensi dell’art. 27 della Costituzione. 

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