Licia Pinelli, combattente per la verità e la giustizia
Scritto da Luigi De Angelis
Istruttoria del Tar sul dissesto dichiarato dal Comune di Bassiano. Il tribunale amministrativo vuole capire come stanno veramente i conti dell’Ente alla luce del ricorso presentato lo scorso 7 febbraio da ex amministratori, cittadini, associazioni, per chiedere l’annullamento della deliberazione n. 31 del 21 novembre 2023. “Più volte – segnalavano i consiglieri comunali d’opposizione del gruppo “Bassiano Futura” – abbiamo segnalato all’Amministrazione Onori errori, scorrettezze, illegittimità negli atti. Ma niente, nulla è valso a scongiurare questo esito nefasto per la nostra comunità, fino a poco tempo fa fiore all’occhiello della Provincia e della Regione”. Sotto la lente di ingrandimento del ricorso l’erroneità nello stralcio di una cospicua quantità di residui attivi. Secondo la tesi del ricorso l’insostenibilità della situazione economico-finanziaria del Comune di Bassiano sono state fondate su un incremento del dissesto risultato maggiorato in modo erroneo.
Il Pd partito autoreferenziale, senza presa sulla realtà
Scritto da Alessandro Mattei
Come una barchetta in mezzo al mare, che spesso si fa tempesta, il Pd di Sezze nel corso dell’ultimo decennio di rotte e di occasioni ne ha perse tante, anche se la bussola, per qualcuno, è sempre stata perfetta, a piombo, per seguire le correnti giuste e per approdare su mete ambiziose o per garantirsi posti al sole. Negli ultimi anni i tentativi di cambiare comandante e mozzo non è ha sortito grandi risultati, anche se va premiato il merito di chi ci ha messo sempre la faccia. Sta di fatto però che il Pd di Sezze è diventato un partito che fa difficoltà ad essere se stesso, a fare politica e in questo momento opposizione all’attuale amministrazione comunale. E’ un partito che pensa ancora alla grande ma poi è costretto a misurarsi con piccoli numeri, con risultati deludenti e avvilenti. E’ un partito che rappresenta l’ombra di quello che per poco è stato e ha rappresentato. Oggi il partito è stato rimodulato e ritoccato nei suoi organismi direttivi e con alcune presenze che rimangono da sempre, mentre altri storici rappresentanti sono andati via a causa di scelte non condivise, soprattutto dopo l’ultima debacle elettorale.
L’avvocato Luigi De Angelis è uno di quelli che, pur rimanendo un tesserato del Pd, è uscito dal direttivo insieme ad altri storici componenti che hanno aderito da tempo concretamente e pubblicamente alla corrente di Elly Schlein, vincitrice anche a Sezze delle primarie, rispetto ad altri che ne hanno preso le distanze perché non si riconoscevano nell’attuale segretaria nazionale. De Angelis è stato presidente del Pd lo scorso anno per circa un anno e mezzo, è stato segretario della Margherita di Sezze e uno dei fondatori del Pd setino e resta convinto che “la politica è servizio, non uno strumento per l’affermazione personale e per l’appagamento del proprio ego.”
Acque fortemente agitate nel Pd a tutti i livelli da quanto emerge dalle dichiarazioni dei vertici, a partire da quello che sta accadendo a Frosinone. Si ritorna a parlare di resa dei conti e di correnti che chiedono conto sulle composizioni di commissioni e altro. Sezze sembra aver anticipato i tempi rispetto alle direzioni regionali e provinciali. E’ così?
“Molto sinceramente sono sempre stato sempre estraneo a queste logiche che, secondo me, non hanno nulla a che fare con una politica attenta ai problemi delle persone, che si misurano quotidianamente con un sistema sanitario che non garantisce il diritto alla salute, con una crescente precarizzazione del mondo del lavoro, con l’allargamento della platea dei poveri. Le persone sono prese da questi problemi e si aspetterebbero altro dalla politica. Le rese dei conti tra cacicchi cui assistiamo, servono soltanto ad allontanare le persone dalla politica, che viene percepita come funzionale solo agli interessi personali di alcuni. Il fenomeno dell’astensionismo che cresce ad ogni tornata elettorale lo dimostra. Non so se Sezze abbia anticipato questi fenomeni, ma sicuramente non ne è esente: basti pensare al livello di astensionismo nella nostra città nelle ultime tornate elettorali, ben superiore alle medie nazionali”.
Il gioco delle carte e delle tessere torna sempre di moda quando c’è da dividere il potere. Le correnti nel Pd come in altri partiti ci sono sempre state, hanno generato carriere, eppure a Sezze qualcuno aveva definito la corrente di Elly Schlein addirittura fantomatica. Oggi gli stessi sosterrebbero il contrario?
“Le correnti in un grande partito democratico sono fisiologiche e rappresentano una ricchezza politica e culturale, se contribuiscono a costruire la linea politica. I problemi cominciano quando si trasformano in meri strumenti di controllo del partito, funzionali alle ambizioni personali dei capibastone, e impediscono lo sviluppo di un dibattito aperto e plurale. I pacchetti di tessere, il pesarsi sulla base delle truppe cammellate è un giochino un po’ infantile politicamente parlando. Un partito serio dovrebbe preoccuparsi di allagare la propria base di partecipazione, cercando di essere inclusivo. Personalmente ho sostenuto alle primarie nazionali Elly Schlein come candidata alla segreteria nazionale e sono convinto che è stata la scelta più giusta per il PD, non ultimo perché è stata percepita come una ventata di novità e di cambiamento. Anche a Sezze Elly Schlein ha vinto ampiamente, nonostante fossimo in pochi a sostenerla. È stato un segnale forte che non è stato raccolto a mio modesto avviso e si è scelto di andare avanti senza tenerne conto. È innegabile che dentro il PD ci sono personalità, anche di spessore, che hanno costruito le proprie carriere politiche, anche di alto profilo, grazie alla capacità di barcamenarsi tra una corrente e l’altra, spesso anche piccole, ma in grado di garantire loro ruoli e posizioni negli organismi di partito e in parlamento. Prendo atto, ma è una logica che mi è estranea. Probabilmente è un mio limite personale. Fantomatica la corrente di Elly Schlein? I fatti di queste ultime settimane dimostrano che non è affatto fantomatica. Forse qualcuno avrebbe desiderato che lo fosse, ma tra desiderio e realtà a volte c’è uno scarto notevole. Registro che, e non solo all’interno del PD, l’esistenza di questa area ha creato qualche apprensione, probabilmente perché qualcuno è poco avvezzo al dibattito politico aperto e libero da vincoli di qualsiasi genere. Prima o poi se ne farà una ragione”.
Cosa è mancato e cosa manca nel Pd di Sezze?
“È dal congresso cittadino del PD di alcuni mesi fa che ho deciso di fare un passo indietro, di stare fuori dagli organismi dirigenti del partito. La mia non è stata una decisione personale e unilaterale, insomma un colpo di testa, ma l’ho condivisa con altri amici e compagni. Non abbiamo lasciato il PD e non intendiamo farlo. Il PD è casa nostra, politicamente parlando, e molti di quelli che hanno fatto questa scelta rappresentano un pezzo importante della storia della sinistra setina. Abbiamo constatato purtroppo che non c’erano le condizioni per la nostra partecipazione. Dopo la pesantissima sconfitta alle ultime elezioni comunali c’era bisogno di un cambio di passo, di costruire un progetto politico serio, capace di proporsi come alternativa alle destre e all’attuale amministrazione. Si è preferito continuare lungo una strada politicamente sbagliata, chiudendo alla possibilità di aprire un confronto serio con il popolo della sinistra sulla linea politica e sul tipo di opposizione da mettere in campo. Non abbiamo mai fatto questioni personali contro nessuno degli attuali dirigenti, ma soltanto di contenuto politico e di progettualità. Un partito non può essere strutturato in maniera autoreferenziale e personalistica. Il PD di Sezze ha perso la presa sul territorio, non è un punto di riferimento per i gruppi e le categorie sociali ed economiche, per i giovani, per le donne, per i lavoratori, per i disoccupati e per le fasce più povere. La credibilità della classe dirigente di un partito come il PD passa attraverso la capacità di dare rappresentanza al tessuto vivo della nostra città. Bisogna ripartire dalla concretezza dei problemi e delle aspettative dei cittadini di Sezze. Serve insomma la politica”.
Una scossa di magnitudo 2.1 si è avvertita questa notte sui Monti Lepini, poco dopo le 3, con epicentro nel territorio di Bassiano (nello specifico nella zona del prosciuttifico). La scossa è stata avvertita anche nei Comuni vicini, a partire da Sezze e Sermoneta.
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del Movimento Civico Sezze Bene Comune.
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Siamo alla vigilia del quarto anno di un’Amministrazione che doveva essere una “rivoluzione” culturale, si proclamava un cambiamento che doveva riscrivere il modus operandi della politica setina. Dopo aver lasciato il tempo necessario alla costruzione del progetto politico proclamato in campagna elettorale, la consapevolezza che le dinamiche di ragionamento che accompagnano l’amministrazione in carica risultano povere di riflessioni non può più essere ignorata.
Tale premessa è dettata dalla necessità morale e civile di rappresentare un paradosso che si sta consumando in una delle frazioni più popolose del paese e che spesso è stata considerata un territorio di solo passaggio, Sezze Scalo. Desideriamo soffermarci su quello che dovrebbe essere uno dei progetti approvato dalla “Nuova “Amministrazione, che più che un cambiamento sembra una restaurazione delle vecchie modalità di gestione del territorio, azione senza pensiero. Si fa riferimento in questa nota al progetto che vede la demolizione e la successiva ricostruzione dell’unico centro di aggregazione di Sezze Scalo, l’attuale centro sociale, plesso che fino alla fine degli anni ’80 ha ospitato cinque classi della scuola elementare. Una volta demolito il vecchio edificio di via Puglie, si prevede la realizzazione di un asilo nido comunale, quindi la costruzione di un nuovo edificio con caratteristi non molto dissimili del vecchio.
Da notare che alla fine degli anni ’80 le aule dell’allora scuola elementare, sita in via Puglie nell’edificio oggetto di demolizione, furono trasferite nella sede della Valerio Flacco in via Bari alla luce delle grandi difficoltà di accesso per i bambini che necessitavano di esser accompagnati fin davanti al portone d’ingresso e non potevano esser lasciati al cancello. Se tale progetto fosse stato inquadrato in una più ampia visione di Sezze Scalo e delle caratteristiche di viabilità che la contraddistinguono si sarebbe potuto ragionare in termini diversi. Ci troviamo, invece, nel solito modus operandi che prevede un unico intento quello di attingere ad un finanziamento dei fondi del PNRR, un progetto che manca di una visione urbanistica d’insieme e di conseguenza espone il nostro paese ad un uso improprio dei finanziamenti pubblici. Non risulta un’analisi dei bisogni, non risulta un progetto di fattibilità tecnico-economico e soprattutto sociale per realizzare un progetto dentro un lotto urbanizzato e con una viabilità non adeguata. L’area urbana di Sezze Scalo avrebbe meritato una riflessione più lungimirante, uno studio delle aree dove realizzare progetti senza che questi risultino inaccessibili. Inoltre non va sottovalutata la presenza di due strutture già adibite ad asilo nido, private, a cui il nido in progetto si affiancherebbe come pubblico.
Sarebbe inoltre opportuno ricordare che esiste già una struttura che accoglie la scuola primaria e dove, con la dovuta ristrutturazione si potrebbe collocare il nido comunale. Inoltre, si è perso di vista che il centro sociale ha una funzione polivalente all’interno del perimetro “virtuale” urbano di Sezze Scalo, un territorio in cui non è stato mai sviluppato un serio servizio a favore della comunità. La popolazione di Sezze Scalo è in espansione e l’assenza di servizi “ragionati” rischia di trasformare questo territorio in un dormitorio, le strutture debbono esser pensate per esser accessibili a tutti e non collocate in stralci di terreno ad imbuto senza adeguate vie d’accesso.
Una nota dolente è l’assoluta mancanza di comunicazione tra i cittadini di Sezze Scalo e l’attuale amministrazione, questi nel momento in cui hanno sentito che l’unico spazio comunitario poteva esser demolito da un intervento forzato, non hanno potuto far altro che esprimere un sentimento d’indignazione, che nasce dalla negazione dell’ascolto di una comunità di cittadini che reclama il diritto ad esprimere i propri bisogni e non di divenire oggetto di bisogni politici.
Per chi siede sugli scranni del Comune, una maggiore riflessione sarebbe d’obbligo perché l’ennesima protesta della Comunità di Sezze Scalo non può essere tacciata di strumentalizzazione politica, al contrario, rappresenta un grido di allarme su bisogni cruciali di un territorio ricco e fragile che meriterebbe l’attenzione dei politici.
A unire la cucina dei Monti Lepini e dell’Agro Pontino, comprese le isole, sono le zuppe. Zuppe a cui la Compagnia dei Lepini ha dedicato una ricerca nell’ambito del progetto sostenuto dalla Regione Lazio per le biblioteche, i musei e gli archivi: “Res Rustica. Agricoltura dei Monti Lepini nel Tempo. Valorizziamo il Passato, Coltiviamo il Futuro”. Realizzata da Roberto Campagna, giornalista e scrittore, la ricerca verrà presentata sabato prossimo alle 17 presso l’Auditorium Santa Chiara di Priverno. Oltre all’autore, interverranno: Quirino Brigati, presidente della Compagnia dei Lepini; Alessandro Di Norma, giornalista, autore delle foto che illustrano il libro; Roberto Perticaroli, responsabile dello Slow Food Travel Monti Lepini; Luigi Centauri, presidente del Capol (Centro assaggiatori produzioni olivicole di Latina). Sono diciotto le zuppe “principali” descritte; altre vengono citate o raccontate. Da precisare che in alcuni casi non si tratta di vere e proprie zuppe, ma come recita lo stesso titolo del libro: “Se non è zuppa, è pan bagnato”. “Tale pubblicazione - ha scritto nella presentazione della ricerca Quirino Briganti, presidente dalla Compagnia dei Lepini - è unica nel suo genere perché analizza usi e costumi, storie ed aneddoti che tratteggiano uno spaccato di vita perduta nei secoli ma che riemerge in sapienti pietanze e in sapori d’altri tempi. Per parafrasare l’autore, il cibo è ricordo e quando mangiamo pietanze così peculiari degustiamo anche le storie che portano dentro”. Le zuppe sono nate contro lo spreco, considerato in passato un vero e proprio orrore. Sono nate per non buttare via il pane raffermo. Ma anche per meglio sfruttare un alimento. Per esempio, la “bazzoffia” fu creata per utilizzare la “carciofella”, una via di mezzo tra il “cimarolo” e il carciofino. In pratica, non essendo possibile né cucinarla nei tradizionali modi perché non è più un carciofo né conservarla come avviene per carciofini, venne impiegata nella preparazione di questa zuppa, le cui origini sono contese da Sezze e Priverno. E tale contesa, così come altre dispute, caratterizza la storia di questi due paesi dei Monti Lepini. Se questa è una rivendicazione fatta da ambo le parti solo a parole, in quella fra la stessa Sezze e Roccagorga sulla “arrapagacornuti” o “rappracornuti” ci sono i fatti a parlare. E i fatti farebbero pendere la bilancia dalla parte di Roccagorga perché in passato, e per molti anni, i suoi abitanti hanno organizzato la “Sfilata dei cornuti” in cui venivano festeggiati i mariti traditi. E questa zuppa prende proprio il nome dal modo in cui questi mariti venivano “rabboniti”, “placati” dalle mogli. La zuppa di lenticchie di Ventotene invece è legata, per certi versi, al confinato politico. Probabilmente Ernesto Rossi, Eugenio Colorni e Altiero Spinelli festeggiarono il progetto del Movimento Federalista Europeo con una bella mangiata di tale zuppa. Mentre la zuppa di pesce custodisce un passato di miseria: a Terracina le massaie, quando il pescato, per un motivo o per un altro, scarseggiava, la preparavano con i sassolini che raccoglievano lungo la spiaggia. Infine la “panada friulana” e la zuppa di fagioli “alla veneta” testimoniano l’arrivo in Agro Pontino delle popolazioni dell’Altitalia ai tempi della Bonifica. Per ognuna delle diciotto zuppe, oltre a essere state abbinate a un vino del territorio, perlopiù ottenuto con uve di vitigni autoctoni, viene indicato l’olio con cui arricchirla a crudo. Gli oli scelti sono quasi tutti prodotti con olive della cultivar “itrana”, tipica dell’Agro Pontino. Oli dal fruttato medio-intenso, dal tipico sentore di pomodoro verde, con un equilibrio al gusto tra l’amaro e il piccante.
Il Circolo Fratelli d’Italia di Sezze, tramite il suo consigliere comunale Serafino Di Palma chiede all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Lidano Lucidi “trasparenza e azioni concrete per un territorio sicuro e funzionale”. E lo fa protocollando diverse interrogazioni che si spera verranno discusse nel prossimo Question Time del Comune di Sezze.
La prima interrogazione riguarda il Centro sociale di Sezze Scalo “Questa amministrazione ha deciso senza coinvolgere la frazione e gli iscritti del centro sociale che si troveranno privati di uno spazio fondamentale per un periodo prolungato. Chiediamo chiarezza e considerazione per la nostra comunità”. Il sindaco Lucidi infatti vuole demolire la vecchia struttura per farne un asilo nido.
La seconda interrogazione presentata da Di Palma riguarda il dissesto idrogeologico e le condizione del Torrente Brivolco :“Le condizioni del torrente - si legge nell’interrogazione - richiedono interventi urgenti per la messa in sicurezza. Non possiamo più permettere che l’incolumità dei cittadini venga trascurata. Esigiamo risposte chiare e interventi concreti”.
Il Circolo Fratelli d’Italia di Sezze interviene poi sulla condizione delle strade, molte delle quali dissestate. “Le strade del nostro Comune – così nell’interrogazione - danneggiate anche dai continui lavori di Acqualatina, sono ormai un pericolo per tutti. È il momento di agire per ripristinare sicurezza e vivibilità, e chiediamo all’amministrazione di illustrarci quali misure intende adottare”.
Infine è stata presentata una interpellanza sullo stato dei lavori del Piazzale della stazione ferroviaria: “Quando verranno conclusi i lavori di riqualificazione? I disagi per i cittadini continuano, e non è accettabile che questa amministrazione rimanga in silenzio”.
il consigliere comunale Serafino Di Palma
Tatami, una grande storia di coraggio al femminile
Scritto da Luigi De Angelis
Il Centro Sociale di Via Puglie a Sezze scalo ha i giorni contati. Una determina approvata nei giorni scorsi ne sancisce la demolizione per la realizzazione di un nuovo Asilo Nido comunale per un importo totale di spesa di oltre 1,3 milioni di euro. L’unico centro sociale per anziani verrà demolito per realizzare un secondo asilo nido per il centro abitato dello Scalo. L’attuale Centro Sociale venne ristrutturato e inaugurato nel 2001 dall’allora amministrazione comunale guidata da Giancarlo Siddera. Non condivide la decisione di demolirlo, presa della Giunta Lucidi, il capogruppo del Pd di Sezze Armando Uscimenti, nel 2001 assessore ai servizi sociali e presente al momento del taglio del nastro. “Non sono contrario alla realizzazione di asili nido – afferma Uscimenti - ma non condivido la decisione di demolire una struttura storica di Sezze Scalo e che fino a pochi anni fa era il centro nevralgico delle attività per la terza età. In quel centro si tenevano molte attività per gli anziani, corsi di ballo, ginnastica dolce e altre iniziative che il Comune di Sezze ha sempre promosso per questo centro. Adesso si vuole demolire l’unica struttura per gli anziani presente a Sezze Scalo per nascondere il fallimento prodotto da una scarsa programmazione per gli anziani. E’ una struttura infatti dove da un paio di anni non si fanno più attività e quindi per questa amministrazione comunale deve essere demolita per realizzare un altro asilo nido. Si tratta di una decisione insensata. Non è dato sapere poi - chiude Uscimenti -con quali risorse economiche questa amministrazione comunale provvederà a realizzare la nuova struttura”.
Altro...
Altro che feste e champagne... Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia di Sezze, Serafino Di Palma, ha voluto mettere i puntini sulle "i" in merito all’approvazione del piano di riequilibrio del Comune di Sezze da parte della Corte dei Conti. Si tratta sicuramente di un passaggio importante e positivo per tutti perchè è stato evitato il dissesto finanziario di un Comune già in gravi difficoltà, ma diverso è festeggiare per un debito che i cittadini dovranno pagare per i prossimi 20 anni. Lo ha spiegato ieri Di Palma nel suo intervento in aula nel corso della seduta consiliare. “Dobbiamo essere tutti propositivi, siamo tutti contenti che non ci sia stato il dissesto e ci dobbiamo impegnare affinché nasca una nuova era per Sezze. Ma la verità va detta fino in fondo. Leggendo le carte siamo venuti a conoscenza che la massa passiva è passata da circa 7,7 milioni a 16 milioni e soprattutto va detto a chiare lettere che le somme saranno spalmate per i prossimi 20 anni. I cittadini di Sezze saranno chiamati quindi a pagare circa 700 mila euro l’anno fino al 2041. La corte dei conti ha quindi rideterminato il suo piano di riequilibrio e non quello decennale presentato nel 2022 da questa amministrazione comunale, ritenuto evidentemente insostenibile ”.
Durante la notte di sabato scorso, una cittadina di Sezze (LT), nel transitare nei pressi della locale stazione ferroviaria, notando la presenza di un’autovettura in fiamme, ha segnalato l’evento contattando il 112 N.U.E.. Sul posto, oltre alla pattuglia della Stazione Carabinieri di Sezze, impegnata nel controllo del territorio, è intervenuta una squadra dei Vigili del Fuoco che ha prontamente domato l’incendio del veicolo, completamente distrutto dalle fiamme, divampate per cause in corso di accertamento. Le successive verifiche hanno permesso di accertare che il predetto veicolo era stato asportato lo scorso mese di agosto a Terracina. Proseguono le indagini da parte dei Carabinieri intervenuti e della competente Stazione Carabinieri di Latina Scalo che, sia nel corso del sopralluogo eseguito nella nottata che all’esito di specifiche verifiche, non hanno, allo stato, raccolto elementi a supporto di un’ipotesi dolosa.
Furto nella notte tra venerdì e sabato scorso ai danni dell’alimentari “La Botteguccia di Loretta”, sito nel quartiere di Santa Maria a Sezze. Ignoti si sono introdotti nel locale forzando la vetrina basculante dell’ingresso e una volta dentro hanno fatto razzia di vino, liquori di qualità, altra merce, del registro di cassa e banconote. I proprietari si sono accorti di quanto successo solo sabato mattina, al momento dell’apertura. Avvertito il 112 sul posto è sopraggiunta con tempestività una volante dei Carabinieri del Comando di Latina, i quali hanno redatto poi il verbale del furto. Da quanto emerso i malviventi hanno divelto la vetrina e sono entrati indisturbati e, probabilmente con l’aiuto di complici, hanno trafugato ciò che potevano, senza che nessuno si accorgesse di quanto stessero facendo. Oltre alla merce rubata i ladri, per fuggire, hanno provocato dei danni all’interno del locale, distruggendo il controsoffitto e una parte dell'impianto elettrico. Sconforto e rabbia dei titolari per quanto accaduto, così come per il vicinato e per tutto il quartiere di Santa Maria, almeno fino a ieri dispensato da furti, rapine e atti vandalici che, purtroppo, sono accaduti e accadono di sovente in altre realtà del centro storico di Sezze. Profanato, quindi, anche uno degli ultimi quartieri più sicuri e decorosi della città, anche Santa Maria ormai sotto scacco della delinquenza. Quando cala la notte, infatti, in diversi quartieri e nei parchi pubblici, sembra scendere il coprifuoco: bivacchi, consumo di droga, botte da orbi, chiasso e disordine prendono il sopravvento sulla città. Uscire dopo una certa ora è diventato molto pericoloso e per le famiglie e per i ragazzi: insicurezza e degrado purtroppo sono diventate delle squallide realtà, quasi la normalità, nell'indifferenza più totale. E poi qualcuno continua a chiedere ai residenti di investire, non rendendosi conto di come sia sfuggita di mano tutta la situazione.
I danni all'interno del locale.