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Noi stiamo facendo la storia e dobbiamo esserne tutti consapevoli. E questo non prevede né pause né soste, ma tanto meno può consentire errori e passi falsi”. Queste parole pronunciate dalla Presidente del Consiglio nel corso dell’esecutivo del suo partito, Fratelli d’Italia, parafrasi evidente del motto dell’eroe dei due mondi, Giuseppe Garibaldi, “Qui si fa l’Italia o si muore”, dovevano servire a enfatizzare i presunti grandi risultati della destra al governo. Invece Giorgia Meloni si è trovata costretta a fare i conti con la condotta personale e politica, mediocre e imbarazzante, dell’ennesimo ministro del suo governo. Vista l’infima qualità e l’inaffidabilità del gruppo dirigente che ha schierato al suo fianco non c’è molto da meravigliarsi.   
 
La telenevola con al centro le presunte consulenze gratuite, offerte a Maria Rosaria Boccia dal Ministero della Cultura, guidato da Gennaro Sangiuliano, è un romanzo assai poco culturale, costruito a colpi di storie Instagram pubblicate in piena notte, di video e registrazioni, di lettere ai giornali, di interviste al TG1 e a La 7, di pagamenti di pranzi e di viaggi, di relazioni sentimentali e di presunti tradimenti, di pentimenti e di scuse imbarazzate, di vertici a Palazzo Chigi, di minacce di azioni legali e di chissà quant’altro ancora, di cui francamente potevamo farne a meno tutti, specialmente le istituzioni del nostro Paese che ne escono svilite e screditate.
 
La vicenda che ha avuto come protagonista l’ex Ministro Sangiuliano è interessante non per i contorni rosa, per il gossip, per le chat con i cuoricini appartenenti alla sua sfera strettamente privata, come di qualsiasi altro cittadino, e nemmeno per le e-mail, le telefonate e i messaggi scambiati tra gli uffici preposti, assolutamente normali dal momento che si stava predisponendo quanto necessario per intraprendere un rapporto lavorativo di collaborazione, avente natura fiduciaria, o per il fatto che ad un certo punto la procedura è stata bloccata, visto che la reciproca stima professionale si era trasformata in un rapporto personale e sentimentale. L’aspetto inquietante è che la dottoressa Boccia, senza che il suo incarico fosse stato formalizzato, frequentasse gli uffici del ministero, avesse libero accesso a dati sensibili riguardanti le attività delle strutture amministrative e visionasse documenti riservati, alcuni dei quali relativi all’organizzazione del G7 della Cultura, e soprattutto fosse solita registrare le telefonate, fotografare i documenti e filmare gli spazi interni delle istituzioni, del ministero e del Parlamento. Per quale ragione lo ha fatto? Un simile comportamento non può considerarsi normale, a meno che la donna non avesse in mente fin dall’inizio di farvi ricorso, di usare il materiale acquisito contro il suo mentore nell’eventualità che qualcosa fosse andato storto e che la sua nomina non venisse formalizzata, insomma per salvaguardarsi da eventuali passi indietro. Lo stillicidio di pubblicazioni sui suoi profili social con le quali ha smentito e continua a smentire clamorosamente le ricostruzioni raffazzonate dell’accaduto, proposte dall’ex Ministro e inizialmente avvallate dalla stessa Presidente del Consiglio, è imbarazzante.
 
Gennaro Sangiuliano avrebbe dovuto capire immediatamente che c’era qualcosa che non andava, che la dottoressa Boccia non aveva fiducia in lui visto che registrava le conversazioni e girava per il Ministero con occhiali che filmano e fotografano. A quanti ricoprono determinati incarichi non si chiede di essere veggenti, ma di essere avveduti su coloro di cui ci si circondano certamente sì.
 
Il comportamento di Sangiuliano palesa una grande superficialità e un’indiscutibile inadeguatezza istituzionale, ancor più poi che l’errore principale e più importante da lui commesso è stato quello di non aver formalizzato la nomina. Se avesse agito correttamente, non si sarebbe trovato a rincorrere i post sui social, a rispondere alle dichiarazioni della dottoressa Boccia e a giustificare il diniego alla sua nomina spifferando ai quattro venti che aveva avuto con lei una relazione sentimentale.
 
Tuttavia c’è una cifra di novità in questa vicenda, metodologicamente interessante. Una donna sola, teoricamente l’anello più debole, ha tenuto e continua a tenere in pugno tutti, Presidente del Consiglio, governo e media, sintonizzati senza soluzione di continuità sui suoi profili social e in attesa dell’ennesima imminente rivelazione e soprattutto il protagonista maschile di un’ubriacatura d’amore, iniziata male e finita peggio, l’ex Ministro della Cultura, costretto ad un mea culpa televisivo e ad una umiliazione che lascia assai perplessi sotto il profilo della gestione politica.
 
Si è trattato di una vicenda poco trasparente, di attività incompatibili con il ruolo istituzionale di un ministro ritrovatosi al centro di uno scandalo per l’uso disinvolto e privatistico delle istituzioni. L’esito inevitabile e dovuto non potevano che essere, sia pur dopo tanto tergiversare, le sue intervenute dimissioni in un sussulto di ritrovata dignità personale e politica.

 

Tutto pronto per il torneo di basket classico 3VS3 on court, ovvero un 3 contro 3 giocato in una metà del campo da basket regolamentare (un solo canestro). L'evento si terrà oggi alle ore 18 e si protrarrà sino a sabato 7 e domenica 8 settembre, dalle ore 19 alle ore 24. In gara 10 squadre organizzate in gironi da 5, chi con la maglia di una squadra Nba e chi con una squadra Eurolega, così da avere un girone tema Nba ed un girone tema Eurolega. In ballo premi per 1º-2º-3º posto, più premi individuali per l’MVP e per i vincitori dei contest “1vs1” e “tiro da 3” (organizzati in queste 3 serate). L'iniziativa si terrà presso il parcheggio della macchia dei Cappuccini a Sezze ed è un evento sportivo promosso dall'associzione “Ripartiamo da 3”, fondata quest’anno e che conta già più di 10 associati under 21. Chi vorrà tra il pubblico potrà prendere parte al contest “tiro da metà campo”, con la quota partecipativa di 1€ e con la possibilità di vincere un cesto realizzato da Emilio La Botte. Il torneo sarà immortalato dal fotografo Marco Cherchi.

 

 

 

 

Arriva la convocazione del consiglio comunale in seduta straordinaria per affrontare la questione della grave crisi idrica del Comune di Sezze. Il presidente del consiglio comunale Del Duca ha firmato la convocazione per il 10 settembre alle ore 16 presso l’aula consiliare Alessandro Di Trapano. Alla seduta prenderanno parte in audizione i vertici di Acqualatina. La richiesta di un consiglio ad hoc in prima istanza è stata presentata dai consiglieri comunali Di Palma, Uscimenti e Di Raimo e subito dopo sottoscritta da tutti i capigruppo del consiglio comunale di Sezze. Si spera che sia una seduta utile per affrontare seriamente il problema e non una farsa.

 

 

Interi quartieri senza acqua nei rubinetti per giornate intere. Un disservizio senza precedenti causato - stando alle dichiarazioni dei tecnici di Acqualatina - dalla siccità. Sta di fatto però che una penuria idrica di queste proporzioni e di lunga durata sta mettendo a dura prova l'intera comunità di Sezze, in un periodo determinato da un caldo interminabile. Non avere un bene primario è veramente grave, insostenibile e da paesi sottosviluppati; si deve intervenire non con soluzioni tampone ma con un intervento strutturale definitivo. Non si capisce poi perché Sezze dovrebbe pompare acqua dal bacino idrico delle Mole Muti, unica riserva naturale della città, e non pescare acqua anche dalle Sardellane. Comunque... se ne parlerà nei prossimi giorni grazie ad una richiesta dei consiglieri comunali di opposizione Armando Uscimenti, Serafino Di Palma e Sergio Di Raimo che, "vista la grave situazione idrica che sta investendo il territorio di Sezze e che sta mettendo a dura prova la resistenza dei cittadini di alcune zone che da diverse ore sono senza un filo di acqua", annunciano che nella giornata di domani, 3 settembre 2024, protocolleranno una richiesta di convocazione del consiglio comunale straordinario con audizione dei vertici di Acqualatina.

 

 

Domenica, 01 Settembre 2024 07:55

Dalla parte di chi dissente

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La politica, fin troppo spesso, dimentica di essere “servizio”, la “forma più alta di carità”, secondo la definizione che, quasi un secolo fa, ne diede Pio XI, in un discorso ai dirigenti della Federazione Universitaria Cattolica il 18 dicembre 1927 (L’Osservatore Romano, 23 dicembre 1927, n. 296, 3, coll. 1- 4). Una definizione questa citata sovente ma di cui si sbaglia sempre l’autore, venendo attribuita a pontefici e personalità della cultura cattolica che nei decenni successivi l’hanno semplicemente fatta propria e rilanciata.
 
Il declino valoriale ed ideale della politica si è reso evidente soprattutto negli ultimi anni e la crisi di rappresentatività dei partiti, la loro incapacità di raccogliere e farsi portatori delle istanze dei cittadini ne hanno minato la credibilità e hanno prodotto una progressiva disaffezione verso le istituzioni pubbliche e quanti operano in esse ad ogni livello. A ciò è da aggiungere che la selezione della classe dirigente segue per lo più logiche poco o per niente attinenti con le capacità di elaborazione e innovazione politica e programmatica e si fonda sulla fedeltà al leader di turno, sulla disponibilità a sostenerne le ambizioni personali e sulla rinuncia ad esercitare qualsivoglia autonomia di giudizio e di critica. L’effetto è a dir poco devastante.     
 
Nella nostra città gruppi ristretti di politici hanno pensato bene di richiudersi in un ridotto personale ed autoreferenziale e non hanno compreso che senza pluralismo e apertura alla diversità non si costruiscono progetti validi e solidi. Puro autolesionismo, frutto di ripicche personali verso chi è stato escluso, allontanato e messo alla porta senza tanti fronzoli. La credibilità già traballante si è sgretolata, lasciando spazio a quanti, strumentalizzando il proprio ruolo istituzionale, usano i social come una clava contro chi osa criticare o dissentire. E tutto questo con buona pace della possibilità di costruire alternative politiche e amministrative serie, al netto di talune cortine fumogene alzate su temi incomprensibili, inconsistenti e neutri rispetto alle criticità che i cittadini vivono e subiscono ogni giorno sulla propria pelle.       
 
Le moderne tecnologie comunicative hanno prodotto poi un radicale mutamento sociale e culturale anche a Sezze e l’idea della partecipazione politica ha assunto connotazioni nuove e diverse con cui è imprescindibile misurarsi. I social sono divenuti uno strumento di relazione e interconnessione personale fondamentale e irrinunciabile, ma palesano limiti evidenti e ci pongono di fronte alla necessità di valutarne i potenziali rischi per la tenuta della democrazia, conseguenti ad un loro uso distorto. In particolare la politica rischia di ridursi a comunicazione unidirezionale, venendo meno il confronto e il dialogo, lo scambio di idee e la ricerca di soluzioni condivise. Il sempre più frequente ricorso ad un linguaggio violento, offensivo, intimidatorio e volgarmente irridente, una sorta di manganello mediatico usato per colpire l’avversario, metterlo alla berlina, scoraggiare e reprimere il dissenso e l’invito a recedere dalle opinioni espresse da parte di chi ricopre ruoli politici e amministrativi anche importanti, raccontano un clima inaccettabile e un’idea distorta della politica e del rapporto con i cittadini e gli altri partiti e movimenti politici, i quali hanno il sacrosanto diritto di criticare, anche aspramente, chi gestisce pro tempore la cosa pubblica semplicemente perché questa è la democrazia. Soltanto nei regimi autoritari sono ammesse unicamente le folle plaudenti.
 
Non si tratta di tratteggiare a tinte fosche la realtà o di avere una visione pessimista, ma di cogliere gli indizi preoccupanti di quanto accade e di attrezzarci con le opportune contromisure di fronte ad un evidente deficit di cultura democratica e di spessore politico di troppi protagonisti della scena pubblica. In discussione è il pluralismo e la libera circolazione delle idee, la possibilità di dissentire rispetto ad una narrazione che si vorrebbe imporre. Senza contare poi che tali comportamenti configurano una violazione dei principi e dei valori della Costituzione della Repubblica, andrebbero condannati senza appello da ogni autentico democratico e i responsabili isolati politicamente e istituzionalmente. Restare in silenzio e indifferenti significa assecondare simili fenomeni e rendersene complici.  
 
Il malcontento emerso in queste ultime settimane a livello locale sui social riguarda criticità che toccano la nostra quotidianità, problemi veri, nulla di inventato o strumentale: rubinetti a secco in interi quartieri, rifiuti abbandonati, la questione del cimitero irrisolta e comunque non pienamente convincente nelle soluzioni adottate, la sicurezza, il degrado generale, l’assenza di politiche per l’integrazione dei migranti sono questioni serie che richiedono risposte. Molti cittadini le sollevano sui social nella convinzione che politici e amministratori locali, sempre attenti a tali strumenti, più facilmente ascoltino ed intervengano. Invero una simile scelta dovrebbe farci riflettere sul fatto che ciò accade perché mancano i luoghi della partecipazione democratica, certamente da costruire nelle forme e nella concreta funzionalità tenendo conto degli intervenuti mutamenti tecnologici e sociali, e lo strumento dei social rappresenta un ripiego, non una soluzione politicamente seria ed efficace.
 
Dal canto loro quanti sono stati investiti del compito di amministrare Sezze, a prescindere dal ruolo di maggioranza o di opposizione, dovrebbero avere l’umiltà e la pazienza di ascoltare le critiche e di cercare risposte strutturali, non rincorrendo soluzioni tampone, utili a strappare consensi immediati ma inadeguate a dare soluzioni definitive ai problemi, evitando la solita litania che “è colpa di quelli di prima”, una scusante che ormai non scusa più, e altre amenità simili.
 
Servirebbe un cambio di passo da parte di tutti. Servirebbe appunto…

 

"Con la fornitura dei mastelli “miracolosi” continua a salire la differenziata del 3% al mese: in un anno è passata dal 35% al 58%, continuando così, a fine anno verrà superato il 65% soglia stabilita dalla legge 152/2006, il nostro paese si avvia a diventare paese “riciclone”. Il cittadino attivo non può che essere soddisfatto. Con questi valori, il conferito in discarica si abbatte dei circa 300 tonnellate al mese, pari a circa 3000 tonnellate l’anno con risparmio per l’amministrazione di 90 mila € al mese che in un anno si avvicina al milione di euro. Si osserva però che fin da ora il cittadino utente contribuente non ha visto e forse non vedrà nessuna ricaduta apprezzabile". Paolo Di Capua, portavoce Comitato Acqua Pubblica, analizza così i dati forniti di recente dai vertici della SPL Sezze in merito all'aumento delle percentuali di differenziata, un dato però che contrasta ancora con l’aumento effettuato della tariffa nel 2023 del 16.70% e con il Piano Industriale approvato che prevede un altro aumento della TARI del 5/6% nel 2024.

"Quell’aumento della TARIFFA - aggiunge Di Capua - sicuramente è stata realizzata la copertura integrale dei costi al 100% come stabilisce la legge 152/2006 e quindi nei prossimi anni la TARI non subirà nessun aumento, con la gioia del cittadino utente contribuente. Quindi nessuna sorpresa!!! Ma è veramente così? L’amministrazione comunale circa un mese fa ha approvato il PIANO INDUSTRIALE dell’ SPL 2024/2028 e, pare vorrei sbagliare, sarei felicissimo se fossi smentito che ci sarà un aumento della TARI del 5/6 % del 2024, stesso aumento ripetuto negli anni fino al 2028. Se è così, allora è la struttura dell’SPL che assorbe le maggiori ENTRATE della TARI, ciò fa comprendere che la copertura integrale dei costi al 100% è fluttuante o meglio ballerina, ma allora ci domandiamo ma gli altri servizi hanno la copertura integrale dei costi? Conseguentemente a ciò deriva che arrivare con l’aumento della differenziata ai valori 70% o 80% a cosa seve se il cittadino non ne trae o trarrà nessun beneficio?". Domande interessanti e soprattutto giuste considerando che la batosta TARI arriva puntuale nelle case dei cittadini. Insomma "la riduzione della TARIFFA non avverrà mai - conclude - e ci preme ricordare che la nostra TARIFFA TARI è tra le più alte della provincia o addirittura della Regione".

Il portavoce del comitato Acqua Publbica infine lancia un appello all'amministratore della SPL relativamente al degrado e ai bivacchi che persistono all'interno del Parco della Rimembranza di Sezze. "Abbiamo constatato che i 12 bidoni per la raccolta DIFFERENZIATA, che DIFFERENZIATA non è posizionata all’interno del Parco della Rimembranza (Monumento ai Caduti) alimentano, invogliano, spingono le persone a farne un uso sfrenato, incontrollato, così il Monumento Parco della Rimembranza si sta trasformando in una “ISOLA ECOLOGICA” occorre ridurne il numero (bidoni), installare cartelli di DIVIETO ai comportamenti non opportuni sull’ Area Sacra e Cimitero Militare “.

 

 

La Preside dell'Istituto comprensivo Valerio Flacco di Sezze, Carolina Gargiulo, dopo 8 anni di servizio, lascia la nostra città per trasferirsi presso il liceo Cicerone Pollione di Formia, una sede più vicina per lei e sicuramente una nuova e diversa sfida da affrontare. Abbiamo avuto il piacere di collaborare con Carolina e abbiamo apprezzato la sua professionalità, la sua gentiliezza e la sua serietà. La dott.ssa Gargiulo in questi anni è stata un punto di riferimento per molti alunni e per tante famiglie  e la ringraziamo per aver soprattutto dato la possibilità a chiunque di entrare nella sua scuola collaborando in progetti scolastici ed extra-scolastici. Personalmente ho sempre apprezzato la sua pacatezza, il suo saper ragionare con fermezza anche nei momenti più difficili che la nostra comunità scolastica ha attraversato, penso ad esempio ai momenti del Covid quando, per oltre due mesi, molto è stato rimesso in discussione. E allora grazie infinite  Preside, buon lavoro, e venga spesso a Sezze, le porte di questa città per lei sono sempre aperte.

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La lettere della Preside

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Scorrono veloci questi ultimi giorni di servizio presso l'istituto Comprensivo Valerio Flacco di Sezze. Fra i tanti impegni mi fermo un attimo, scorrono nella mia mente tanti volti,  tanti momenti di condivisione, tanti progetti realizzati conclusi e da concludere, tanti luoghi divenuti per me familiari. Sei anni intensi di lavoro che ho cercato di svolgere facendo del mio meglio. Pur tra le inevitabili difficoltà non sono mancate tante soddisfazioni e gratificazioni personali e professionali. Dopo i primi anni di grande progettualità abbiamo attraversato la difficile stagione del Covid che ci ha impegnato e segnato per poi rialzarci e riprendere il percorso tracciato e immaginato per il successo formativo degli alunni e per far sì che la scuola diventasse per  loro un luogo di crescita umana e culturale,  da vivere con  gioia e in serenità. Con emozione è giunto ora il momento dei saluti e dei ringraziamenti. Sei anni di lavoro, sei anni di incontri, sei anni di vita! Saluto affettuosamente il corpo docente e il personale ATA, le famiglie e gli alunni dell'IC Valerio Flacco. Ringrazio di cuore le mie collaboratrici Ornella Fiacco e Carla Prosseda e il mio meravigioso staff. Saluto il Sindaco Lidano Lucidi in rappresentanza del Comune di Sezze. Intraprendo da settembre un nuovo percorso, mi attendono nuovi volti e situazioni. Sarò la Dirigente del liceo Cicerone Pollione di Formia. Affronto questo cambiamento con entusiasmo, forte dell'esperienza maturata a Roccagorga-Maenza e Sezze negli ultimi otto anni. Abbraccio tutti con affetto.

La vostra Dirigente Scolastica Carolina Gargiulo

 

 

L’Estate Setina si conclude in grande stile con "La Notte Bianca di Sezze," in programma per sabato 31 agosto a partire dalle ore 19:00. L’evento, atteso con entusiasmo da cittadini e visitatori, rappresenta l’atto finale di una stagione estiva ricca di eventi, cultura, e intrattenimento, che ha animato la città di Sezze nelle scorse settimane. "La Notte Bianca" offrirà una vasta gamma di attività distribuite in diverse location del centro cittadino: spettacoli teatrali, esibizioni musicali dal vivo, stand enogastronomici, mostre d'arte e tanto altro. Il programma della serata prevede momenti di intrattenimento per tutte le età, con un’attenzione particolare alle famiglie e ai bambini.

"L’Estate Setina è stata un vero successo, frutto di un grande lavoro di squadra tra gli uffici comunali competenti, l’ufficio Cultura coadiuvato dal settore Attività Produttive coordinato quest'ultimo dall’assessore Lola Fernandez, le associazioni locali, le attività commerciali e tutti i cittadini che hanno partecipato attivamente alle diverse iniziative – ha dichiarato il Vicesindaco e Assessore ai Servizi Sociali, Michela Capuccilli – e desidero ringraziare in modo speciale tutte le associazioni del territorio che si sono rese disponibili e hanno contribuito a rendere questa manifestazione un’esperienza indimenticabile per tutti noi". Il vicesindaco di Sezze ha poi concluso con un invito alla cittadinanza e ai visitatori: "Invito tutti i setini e i nostri ospiti a divertirsi ancora una volta, almeno per un’altra sera, prima che l’estate giunga al termine. Questa Notte Bianca è l’occasione perfetta per celebrare insieme la conclusione di una stagione estiva che ha unito la nostra comunità e ha valorizzato il nostro bellissimo territorio".

"La Notte Bianca di Sezze" si preannuncia quindi come un evento imperdibile, capace di regalare un'ultima serata di festa e di condivisione prima del ritorno alla routine quotidiana. Le attività commerciali e i ristoratori locali rimarranno aperti per l'occasione, pronti ad accogliere il pubblico con specialità gastronomiche e tanto altro. L’Amministrazione Comunale vi aspetta numerosi per concludere insieme un’estate indimenticabile. 

 

 

“Un piano di recupero cimiteriale con sanatoria per fare cassa”. Paolo Di Capua, portavoce acqua pubblica di Sezze, non usa mezzi termini per parlare della delibera di consiglio comunale approvata recentemente dalla maggioranza del sindaco di Sezze Lidano Lucidi. “Con il piano approvato dalla maggioranza del consiglio comunale – aggiunge Di Capua – si vuole spremere i cittadini di Sezze incolpevoli aggiungendo al danno subìto anche la beffa. L’amministrazione sbaglia partendo dal presupposto che i cittadini assegnatari di aree e concessioni rilasciate di tombe siano tutti abusivi ma è il contrario. Si presuppone infatti che la totalità delle famiglie setine ha realizzato tombe di famiglia rispettando quelli che erano i regolamenti, delibere, normative e piani di gestione del cimitero nel rispetto di leggi nazionali. Non a caso le tombe sequestrate dall’autorità giudiziaria si contano sulle dita di una mano. Ricordiamo che l’area cimiteriale è pubblica, quindi dell’Ente”. Perché ora si sta parlando di sanatoria? Per Di Capua si tratta di un abuso, perché il cittadino per realizzare cappelle o loculi ha dovuto presentare istanze agli uffici preposti per il rilascio di concessioni. “ Tutti i passaggi – aggiunge ancora Di Capua – sono trascritti nell’ufficio del custode e successivamente nelle luci votive, ovvero un servizio che il cittadino ha sempre pagato. Se oggi manca qualche carta è dovuto all’inefficienza degli uffici. Sarebbe stato opportuno allora fare un censimento limitato ai casi dove la documentazione è assente per certificare veramente quante tombe siano irregolari”.

 

"Il sorriso abbonda nella bocca degli stolti". Paolo Di Capua, portavoce Acqua Pubblica di Sezze, cita una locuzione latina per parlare degli attraversamenti pedonali rialzati realizzati su via Piagge Marina e su via Marconi a Sezze, per "restituire finalmente sicurezza ai pedoni" come ha più volte sottolineato l'amministrazione Lucidi. "Dei 13 attraversamenti pedonali realizzati  - afferma Di Capua - nessuno è stato fatto a Porta Sant'Andrea e Via Fanfara, ingresso del paese. A lume di naso questa amministrazione comunale avrà speso 20/30 mila euro non considerando che proprio Porta Sant'Andrea e via Fanfara sono le più pericolose e con altissima viabilità con Bus, auto, motorini etc. Siamo fiduciosi  - aggiunge Di Capua - che questa amministrazione possa completare l'opera realizzando anche altri attraversamenti perché le strisce pedonali in questa strada sono completamente sbiadite. Nel frattempo apprezziamo il lavoro eseguito nella altre strade". 

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