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I volontari della Protezione V. V. A. Latina Sezze sono nuovamente impegnati nelle attività di bonifica della pineta di località Casali di Sezze, anche ieri purtroppo in preda alle fiamme. I volontari del V.V.A sono sul posto da oltre tre giorni ininterrottamente e hanno lottato con le fiamme e con le temperature asfissianti di questi giorni per salvare la pineta che ogni anno diventa oggetto di piromani. Ieri per tutta la giornata i ragazzi sono stati sul posto e con l’ausilio dei Canader dei Vigili del Fuoco sono riusciti a domare le fiamme che hanno distrutto diversi ettari di vegetazione e pineta. Oggi ancora lì per bonificare la zona. Divise sporche, mani e facce piene di fuliggine, stremati dal caldo e dalla stanchezza ma sempre presenti. E allora un grazie infinite e di cuore ai volontari del  V.V.A. da parte dell’intera comunità.

 

 

Sono iniziati i lavori per la riqualificazione dell'area giochi del Parco della Rimembranza. Questo progetto è stato reso possibile grazie a un finanziamento PNRR ereditato, ad una integrazione di fondi dal bilancio comunale e al contributo della Rete d'Imprese di Sezze e del Centro di Aggregazione Giovanile. "Siamo molto orgogliosi  - così il sindaco - di poter annunciare l'inizio dei lavori di riqualificazione dell'area giochi nel Parco della Rimembranza. Questo progetto è il frutto di una collaborazione virtuosa tra enti pubblici e privati, e rappresenta un importante passo avanti per la nostra comunità, potremo restituire ai nostri cittadini uno spazio ricreativo di alta qualità".Tra gli interventi previsti vi è la riqualificazione completa dell'area giochi, il rifacimento della fontana, che verrà riportata al suo splendore originale anziché rimanere una aiuola mal riuscita, e il miglioramento del centro sociale destinato a ospitare le attività dei giovani di Sezze. Inoltre, verranno installate nuove telecamere di sorveglianza, creata un'area wi-fi libera e posizionati dei piloni donati dall'Associazione dei Carabinieri in Pensione. Il sindaco Lucidi ha sottolineato l'importanza di questi interventi per la sicurezza e la fruibilità del parco: "L'installazione delle nuove telecamere e la creazione di un'area wi-fi libera sono misure che miglioreranno notevolmente la sicurezza e l'accessibilità del parco. Ringraziamo l'Associazione dei Carabinieri in Pensione per la donazione dei piloni, che contribuiranno a rendere il Parco della Rimembranza un luogo ancora più sicuro e accogliente". Con la riqualificazione del Parco della Rimembranza, l'Amministrazione Comunale di Sezze conferma il proprio impegno nella valorizzazione degli spazi pubblici, con l'obiettivo di migliorare la qualità della vita dei cittadini e offrire nuove opportunità di aggregazione e svago per tutte le età.

 

 

Il 06 luglio c.a. a Maenza (LT), i Carabinieri della locale Stazione, hanno deferito in stato di libertà per i reati di lesioni personali e minacce aggravate, un cittadino classe 43 residente a Roccagorga (LT), che nella tarda mattinata di ieri, per futili, ha aggredito con un’ascia la nipote una cittadina classe 74, residente a Maenza (LT). La vittima è stata visitata presso il p.a.t. di Priverno per le cure del caso.

 

 

La montagna ha partorito il topolino, almeno fino ad ora. I lavori di riqualificazione ambientale di sistemi umidi lungo il fiume Ufente presso il Lago Mole Muti a Sezze Scalo, per un importo a base d’asta di circa 95 mila euro, che fine hanno fatto? Ad oggi una nuova documentazione fotografica testimonia lo stato di abbandono e degrado del luogo, oggetto di interesse da parte dall’amministrazione provinciale di Latina e di elogio dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Lucidi . Ad oggi solo fratte e degrado, come era in passato. Un luogo meraviglioso in un microclima straordinario ma circondato di immondizia e rifiuti pesanti. La “leccata” di brecciolino messa a dimora qualche mese fa è diventata una superficie di erbacce. Speriamo in un nuovo interessamento senza selfie però.

 

 

L’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, in collaborazione con il Comune di Sezze e con l’autorizzazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Frosinone e Latina svolgerà nei mesi di luglio-agosto nuove ricerche presso il sito di grotta Vittorio Vecchi. La grotta, una delle più importanti dei monti Lepini ed intitolata ad un importante speleologo romano, è stata oggetto di ricerche archeologiche tra il 1988 e 1989 dirette dal Prof. A. Guidi in collaborazione con il CAI di Latina e dall'Associazione Romana 86. Lo scavo ha messo in luce un importante livello di frequentazione datato al II millennio avanti, uno dei contesti funerari più importanti dell’Italia centrale. Furono recuperati i resti scheletrici di circa 40 individui. Grazie a studi antropologici i resti umani recuperati “tornarono in vita” per raccontare chi erano, come vivevano e fosa mangiavano, il tutto conservato all’interno del Museo Archeologico di Largo Buozzi. Le nuove ricerche, che stanno per prendere il via, saranno impostate secondo le più avanzate tecnologie applicate agli scavi archeologici e vedono la partecipazione di una equipe interdisciplinare coordinata dal Prof. M.F. Rolfo dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Scopo delle ricerche sarà di indagare il deposito della grotta in profondità, per mettere in luce eventuali frequentazioni preistoriche più antiche, relative alla iena pleistocenica e ai gruppi umani paleolitici, nell’ambito del progetto di ricostruzione paleo-ambientale pleistocenica dell’area pontina. “Si tratta di un’altra importante azione che stiamo mettendo in campo sin dal nostro insediamento. Grotta Vittorio Vecchi rappresenta un sito di inestimabile valore e le ricerche precedenti hanno già portato alla luce reperti di grande interesse, che testimoniano la presenza umana e le attività svolte in questa area in epoche antiche. Ora, grazie alla collaborazione con esperti archeologi e istituzioni accademiche, ci apprestiamo a intraprendere una nuova campagna di scavi che promette di rivelare ulteriori preziosi segreti nascosti nel cuore della grotta. L'importanza di questi scavi – ha spiegato ancora il primo cittadino di Sezze – non risiede solo nella scoperta di nuovi reperti, ma anche nella possibilità di comprendere meglio la storia del nostro territorio, le abitudini e le culture dei nostri antenati. Ogni frammento, ogni manufatto che emergerà dalla grotta Vittorio Vecchi ci aiuterà a ricostruire con maggiore precisione il passato remoto di Sezze e di questa area dei Lepini, arricchendo il nostro patrimonio culturale e offrendoci nuove opportunità di valorizzazione turistica. Vorrei esprimere il mio più sentito ringraziamento a tutti coloro che stanno contribuendo a questo progetto: dagli archeologi ai ricercatori, dalle istituzioni, in primis l’università di Roma Tor Vergata, che supportano l'iniziativa ai cittadini che con il loro interesse e supporto ci ricordano quanto sia importante preservare e valorizzare la nostra storia”.

Domenica, 07 Luglio 2024 07:10

Il lusso di pensare

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Nessuno può alienare a favore d'altri il proprio diritto naturale, inteso qui come facoltà di pensare liberamente”. (Baruch Spinoza)
 
Le nostre giornate sono talmente avvolte in un trambusto di suoni e voci da essere convinti che il silenzio sia anormalità, lo viviamo come fonte di ansia e disagio e lo rifuggiamo. Televisori ronzanti, radio gracchianti, brani musicali ascoltati in cuffia o in sottofondo, smartphone connessi compulsivamente sui social, computer sempre in funzione, luoghi di lavoro o svago traboccanti presenze ci rassicurano, ci scampano dal rischio di ritrovarci in silenzio e soli con noi stessi, ci permettono di schivare quanto non vogliamo vedere, di non misurarci con un pensare cosciente e profondo.
 
Oggi tutto orbita intorno all’estetica, all’apparire, all’appagare bramosie istintuali e immediate. Per leggerezza o trascuratezza abbiamo dismesso la capacità di indagare, di interrogarci, di cogliere l’ulteriore, di sviluppare idee originali, di interessi e progetti non indotti, di impiegare il tempo liberi da imposizioni. Domina un conformismo anestetizzante, un modaiolo standardizzarsi e quanti si arrischiano a pensare, a offrire simboli antagonisti, alternativi e dissonanti creano scompiglio, rompono equilibri, aprono prospettive e innescano dialoghi dagli esiti imprevedibili, suscitano conflitti, arroccamenti e reazioni dispotiche e intolleranti.
 
Siamo convinti di esercitare il pensare, quando invece ci siamo rintanati in un mondo artificioso, in cui il compito di cercare le risposte a paure, dubbi e incertezze l’abbiamo delegato ad altri, ai paladini di slogan e idee semplicistiche, emotivamente coinvolgenti e apparentemente di buon senso ma non stimolanti la nostra capacità analitica e percettiva del vero e del reale. Confondiamo il pensare con l’appropriarci di idee preconfezionate, riempiamo le nostre giornate di attività funzionali a non sentire il richiamo della razionalità, non cresciamo nella coscienza di quanto siamo e accade e non evolviamo culturalmente.
 
Pensare è un lusso che pochi si permettono. Potrà sembrare un’affermazione assurda e abnorme. Siamo iperconnessi, sappiamo tutto di tutti con un click e non sappiamo nulla, se non quello che gli altri vogliono farci conoscere. Prendiamo spunto da internet, dai social media e non ci domandiamo se quanto vediamo, leggiamo e pensiamo è una nostra elaborazione, dipende dalle nostre esperienze e relazioni, quali effetti produce il ragionamento altrui in noi, articolato e offerto in modo da colpirci. Le affermazioni urlate e ripetute ossessivamente, gli slogan semplificatori di problemi complessi, i tecnicismi astrusi producono la fatica di elaborare un giudizio ponderato. Enfatizzare ritardi, negatività e criticità, demonizzare le scelte a prescindere se siano giuste o sbagliate, assolutizzare il dettaglio e il relativo significa creare una narrazione falsata, condizionare la percezione del reale, che diviene irrilevante rispetto alla convinzione indotta. Non abbiamo bisogno di vedere amplificate e rese incontrollabili le paure, finalizzate all’incondizionata affermazione di interessi particolari, di farci irretire da promesse irrealizzabili, ma di tornare a credere e sperare in una società più giusta, non guardando con sospetto il vicino, vivendo in armonia tra diversi e perseguendo lo sviluppo possibile.
 
Pensare non si concilia con la superficialità perché significa dissodare pazientemente i campi della nostra umanità, cercare ciò che ha valore e muove i processi in cui siamo immersi. Il pensiero non è un sistema precostituito di idee, ma è desiderio di capire, è porre domande senza dubitare di ogni cosa divenendo prigionieri dello scetticismo, è non lasciare che intorno a noi tutto fluisca via senza toccarci, è rifuggire l’immobilismo.
 
Pensare non è una analisi asettica e sterile, ma è piegarsi sulla realtà, farla propria, discernere le priorità, riconoscere il valore e dare senso a quanto diciamo e facciamo, avendo un punto di partenza e uno di approdo, è assunzione di responsabilità perché conoscere non è mai fine a se stesso e sganciato dall’agire.
 
Pensare non è esercizio solitario, ma relazionarci con l’altro da noi. Solo attraverso il confronto, che è prioritariamente ascolto, possiamo capire, scoprire il giusto e il vero e imparare ad operare. La verità è una scoperta che nasce dal dialogo e dalla condivisione di prospettive e sguardi diversi.
 
Amano il pensare quanti non si accontentano di inabissarsi nel materialismo e nella massificazione, considerano il pensiero critico il motore della storia, la via per il suo perenne rinnovamento, per guardare oltre, stabilire nuovi legami e promuovere integralmente l’uomo, aprendo le porte ad un vivere umanamente più bello e stabile e lo osteggiano quanti temono la sua forza di emancipare da subalternità e inquisizioni, di orientare la cultura e connotare regole e comportamenti, da quanti detengono il potere e vorrebbero controllare menti e sentimenti, gestire e asservire le persone ai propri fini autoconservativi.    
 
Dobbiamo diffidare fortemente di quanti vogliono convincerci, inculcarci le loro idee, impedire la nostra libertà di espressione e riappropriarci del ragionare creativo e trasformativo, metterci davanti ai nostri pensieri, domandarci qual è la loro origine, da dove sorgono, da dove ci giungono, da quando ne siamo persuasi e quali prove abbiamo della loro validità. Tempo e silenzio sono indispensabili per approfondire e ricercare e non dobbiamo temere di inoltrarci per strade ignote e dalla meta indefinita. Così quando giungerà il momento delle scelte non saremo impreparati, marionette nelle mani di altri, a quali abbiamo delegato la nostra facoltà primaria e il nostro agire sarà veramente nostro, espressione di una libertà che affonda le radici in una coscienza formata ed educata.
 

 

In una nota diffusa alla stampa locale  il Portavoce del Comitato acqua pubblica di Sezze, Giovanni Paolo Di Capua, risponde al sindaco di Sezze intervenuto sull'aumento delle tariffa da parte di Acqualatina. 

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“Abbiamo un nuovo paladino che grida al lupo al lupo, gli diamo il benvenuto e viene accolto al Comitato Acqua Pubblica. È doveroso ricordargli. La nostra posizione è da tempo nota. Abbiamo avuto modo di leggere la dichiarazione del Sindaco, in merito al piano industriale di Acqualatina, presentata nella conferenza dei sindaci del 2 luglio e l’assemblea dovrà esprimersi il 10 luglio.

Il Sindaco, meglio tardi che mai, si è accorto ora e non dai documenti delle conferenze passate le evidenti criticità del sistema servizio idrico integrato del gestore, di una serie di fattori, in particolare delle tariffe che già aveva aumentato e che intende aumentare nei prossimi anni, almeno 5 del 10/12% annuo ciò necessario per sostenere gli investimenti (così dicono). Oggi si è accorto e al Comitato fa molto piacere di aver constatato il Sindaco, prende atto che le tariffe hanno subito consistenti aumenti negli anni passati e oggi è richiesto un nuovo aumento pari al 10/12%, un poderoso balzo in avanti, che con le fatture avrà entrate e un bilancio ultra strepitoso per circa € 145 milioni annui rispetto agli attuali 125. Gli ricordiamo che il gestore ha registrato dal 2013 al 2023 un utile netto di circa 135 milioni di €.

Gli ricordiamo altresì che l’acqua non è un argomento o tema ideologico né una merce, l’acqua è un bene comune, è un diritto umano universale, quindi NO AL PROFITTO. Gli ricordiamo la strabiliante somma ricevuta dal PNRR per ben 54 milioni di euro per le perdite delle reti. A futura memoria rammentiamo: che fine ha fatto la questione del depuratore di Sezze Scalo e della tariffa? Che fine ha fatto la rete fognaria? Che fine hanno fatto i rimborsi delle partite pregresse deliberato dall’ente e precedentemente sentenziata dalla cassazione? Dove stanno gli investimenti promessi per Sezze, conclamati sui media all’indomani della votazione del nuovo CDA di Acqualatina?

Quanti bonus sono stati erogati ai cittadini utenti di Sezze? In merito ai morosi, speriamo che il riferimento non riguardi l’ente comunale ed i canoni di concessione sotto osservazione della Corte dei Conti”.

 

 

 

Comunicato stampa sindaco di Sezze

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“Questa mattina  - ieri, ndr - ho partecipato alla Conferenza dei Sindaci e dei Presidenti dell’EGATO 4 Latina, nella quale i vertici di Acqualatina ci hanno sottoposto il nuovo piano industriale”. A spiegarlo in una nota è il sindaco di Sezze Lidano Lucidi, che sottolinea come il piano presentato evidenzi tutte le criticità del sistema idrico della provincia di Latina, maglia nera italiana in termini di perdite idriche, classe E con perdite idriche del 75,18%, ovvero ogni 100 litri pompati da una sorgente solo 25 arrivano nei rubinetti delle case: “Il problema – ha spiegato il primo cittadino di Sezze – è comune a tutte le città della provincia, non di un singolo. Di fronte a una carenza idrica sempre più importante che si registra nel mondo, basti pensare alla Sicilia o al Sud della Francia dove l’anno scorso sono state vietate le costruzioni di piscine per carenza di acqua, interrogarsi sul sistema locale e su come questo viene gestito è un obbligo da parte della politica locale e non. Personalmente penso che sia un piano ambizioso ma non mi trova d’accordo nell’aumentare le tariffe del 10% per tre anni di seguito per sostenere gli investimenti, andando ben oltre gli aumenti contenuti previsti dall’ARERA”. Il sindaco ha ricordato come da quando riveste la carica di primo cittadino non abbia mai espresso parere positivo sui bilanci di Acqualatina, votando anche no in assemblea: “Il motivo che mi ha spinto è pragmatico e non ideologico, anzi penso che il dibattito ideologico su questo e su altri temi abbia fatto danni. In primo luogo nel bilancio della società c’è una mole enorme di crediti verso i morosi. Non trovo giusto che c’è chi paga l’acqua e chi no, chi si allaccia abusivamente e chi paga regolarmente. L’acqua ha dei costi che tutti devono sostenere, non esistono pasti gratis. In questi anni non c’è stata un’azione forte di recupero. Ci sono anche tanti furbi dell’ISEE ovvero famiglie che usufruiscono dei bonus ma non ne hanno diritto. Altro tema su cui la politica deve ragionare è cosa succederà nel 2032 quando la convenzione con Acqualatina finirà. Questo tema non può essere tenuto fuori dalla discussione. A qualche anno della scadenza chi farà gli investimenti? Ho proposto – ha concluso il sindaco di Sezze – che al piano industriale venga affiancato un piano finanziario per permettere alla società di fare anche dei mutui per sostenere gli investimenti e per avere la liquidità adatta per portare avanti gli interventi del PNRR. Il tema della solidità finanziaria non può essere aggirato con un aumento così poderoso delle tariffe. Sono sempre stato disponibile a un confronto franco e sereno su questo tema ma ritengo utile fare un ragionamento complessivo e non a compartimenti stagni”.

 

 

Sta per prendere il via “Generazione Verde”, un progetto promosso dalla Servizi Pubblici Locali Sezze, con l’obiettivo dichiarato di sensibilizzare la comunità locale sui temi del riciclo e dell'inquinamento attraverso il coinvolgimento attivo di anziani e ragazzi. Un vero e proprio ponte tra generazioni, con la possibilità per anziani e giovani di apprendere gli uni dagli altri per costruire insieme un futuro più sostenibile. La prima fase del progetto, che prenderà il via giovedì 4 luglio nei locali che ospitano il centro anziani in via Puglie, a Sezze scalo, prevede una serie di conferenze che puntano alla sensibilizzazione sui temi del riciclo e dell'inquinamento, collegando i problemi ambientali attuali con quelli vissuti in passato, con incontri interattivi con esperti del settore, proiezione di documentari, discussioni aperte e una parte dedicata all’introduzione alla tecnologia, con un rapido tutorial utile all’utilizzo dell’app Junker, attiva sul territorio comunale. Oltre a quelli del centro anziani di Sezze scalo, verranno coinvolti, naturalmente, anche quelli del centro anziani “Ubaldo Calabresi”, per un totale di 4 incontri formativi. Poi, alla ripresa delle attività scolastiche, sarà la volta degli studenti, ai quali verrà presentato il secondo episodio dell’animazione “I guardiani del Riciclo”, oltre a nuovi contenuti educativi e laboratori creativi e di apprendimento, con sessioni dove i ragazzi insegneranno agli anziani come usare la tecnologia, mentre gli anziani condivideranno le loro esperienze passate sui temi ambientali. L’ultimo step del progetto “Generazione Verde”, infine, saranno due giornate dedicate alla pulizia di specifiche aree pubbliche, una al centro di Sezze, l’altra nella frazione dello scalo: anziani e bambini pianteranno semi di fiori in fogli biodegradabili con messaggi di speranza per un mondo migliore e si cercherà di rafforzare il concetto che l’unione fa la forza, anche con la distanza generazionale.

 

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma dell' Area Schlein di Sezze.

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In questa nostra provincia da tempo la sanità ha cessato di essere un diritto, costituzionalmente garantito, ed è divenuta solo una finzione, un privilegio o al più un favore.
Un uomo di 38 anni è morto a Priverno e non si è trattata di semplice fatalità ma l'effetto di una sanità allo sbando e totalmente assente in determinati territori. Esistono evidentemente cittadini di serie A, a cui vengono garantiti servizi ed assistenza, e cittadini di serie B, che se hanno la sventura di sentirsi male devono solo sperare di resistere e di non rimetterci la vita.
Tutto questo accade mentre la politica è impegnata in altro, a garantire poltrone e privilegi a professionisti amici e interessata a disquisire di strutture semplici e complesse, in barba alla salute dei cittadini ed in particolare dei meno abbienti.
La pandemia avrebbe dovuto rappresentare un punto di svolta nella gestione della sanità, ma le promesse fatte sono state presto dimenticate ed accantonate.
Durante l'emergenza pandemia i PAT sono stati trasformati in una sorta di supermercati aperti dalle 8 alle 20 e tali sono rimasti. Se qualcuno ha bisogno di cure fuori dall'orario stabilito si arrangi...
D'altra parte in Italia nulla è più definito di quanto è provvisorio!
Chi ha vinto le elezioni promettendo la rapida soluzione delle annose criticità e l'abbattimento delle liste d'attesa dopo un anno e mezzo oltre le chiacchiere non ha prodotto altro, rivelando una manifesta incapacità politica e gestionale del servizio sanitario.
Ci appelliamo ai sindaci dei comuni di Sezze, Priverno, Sabaudia, Cisterna, Minturno e Cori, dove sono presenti i PAT, affinché non votino il nuovo atto aziendale se non in presenza di interventi concreti finalizzati alla loro apertura H24 e al loro concreto potenziamento.
Chiediamo che il diritto alla salute sia garantito a tutti.
Area Schlein di Sezze

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