La delibera di Giunta Lucidi sullo studio di fattibilità di un impianto di compostaggio a Sezze Scalo continua ad infiammare il dibattito in città. Prende parte alla discussione anche Luigi Gioacchini di Iniziativa Sociale, il quale replica alle precisazioni della maggioranza in merito.
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Rilasciare una dichiarazione per dire tutto e niente, in linea con la collaudata "ricetta locale" della frittata senza rompere le uova, a Sezze si può. Alcune osservazioni su quanto dichiarato e sottoscritto dalla maggioranza politica del Comune riguardo la scelta dell'impianto di compostaggio sul proprio territorio.
1) "Abbiamo inviato l'istanza ... non si poteva perdere l'opportunità. Ma non è vincolante". Allora, innanzitutto, l'avviso pubblico è del 15 ottobre 2021e la sua scadenza 14 febbraio 2022. In questo lasso di tempo, non potevano (i nuovi sapiens) organizzare incontri pubblici, come hanno fatto per il "Natale setino", al fine di parlarne e raffrontarsi con la Comunità? O temevano di perdere "l'opportunità" se si fossero dapprima confrontati con la cittadinanza ed in Consiglio? In secondo luogo, che significa "ma non è vincolante"? Significa che il Comune di Sezze può ritirare la sua istanza, sempre ed in qualunque momento, senza eventuale "penale"? Che può, eventualmente, se il progetto dovesse rientrare "nei requisiti" per il finanziamento, rifiutarlo? Ma se presentano istanza, e, allo stesso tempo, "tranquillizzano" che non sia vincolante, che senso ha? Che i "nuovi" stiano giocando ad amministrare la cosa pubblica?!Vorremmo capire;
2) " È un indirizzo politico della giunta, in autonomia (..)". Se cosi è, va affrontato a priori dell'istanza inviata e non dopo, a fatto compiuto. Non confondiamo il ruolo della Giunta comunale con quello del Consiglio comunale;
3) " È uno studio di fattibilità ". Certo, è stato necessario, perché è necessario, se si vuole partecipare all' avviso di cui sopra come, infatti, hanno partecipato. Ed è stato pagato ben 8mila euro circa.
Quindi spendono soldi pubblici per una loro scelta unilaterale (alias per un indirizzo politico intrapreso dalla Giunta, in autonomia, che la maggioranza intende seguire) ma non deve essere raffrontato con la Comunità ed in Consiglio, prima, perché tanto "non è vincolante"(?);
4) A coloro che dicono: "ma non vi sarebbe stato bene ugualmente?"
La risposta è: Che cosa? Risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti? Certo che si vuole risolvere! Risolvere significa analizzare tutte le opzioni che oggi si offrono. E non lasciare decidere, unilateralmente, la Giunta - come " indirizzo politico" in autonomia" - senza un previo raffronto con la Comunità né discussa in Consiglio, richiedere uno studio di fattibilità (pagato con soldi pubblici), partecipare all'avviso, e, poi (QUINDI SOLO DOPO) "ne parleremo". E questo sarebbe un concetto di "scelte liberamente condivise", come ripetutamente detto in campagna elettorale!?